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Formula 1

Mercedes, c’è il retroscena: quanti problemi nei test di Barcellona

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Giovanni Messi

La Mercedes W13 non sembra confermare la solidità delle sue progenitrici iridate. Per Hamilton e Russell tanti piccoli guai ai test.

In casa Mercedes stanno per terminare i primi tre giorni di test invernali a Barcellona, con la consapevolezza che da imparare c’è davvero molto. La nuova F1 W13, così come tutte le sue concorrenti, rappresenta un netto stacco con il passato, anche se alcuni esperti non sembrano essere d’accordo con questa visione.

Mercedes W13 (Twitter)

Ted Kravitz, ad esempio, ha dichiarato: “Prima di tutto, l’ala posteriore è un’ala posteriore a doppia flessione. Qualcosa che abbiamo visto prima su vari pacchetti di carico aerodinamico medio o basso per Mercedes. Si sono impegnati in questo alettone posteriore a doppia immersione, stanno cercando di capire, con alcune sonde, se sta ottenendo il flusso d’aria di alta qualità che desiderano. Mi sembra una Mercedes molto simile a quella degli altri anni“.

Tralasciando la parte tecnica del discorso dell’esperto britannico, l’ultima frase è sicuramente quella che colpisce maggiormente: la W13 ha troppe soluzioni che ricordano le vetture del passato, figlie di un regolamento tecnico diametralmente opposto. In molti, al giorno della presentazione, si sono chiesti come facesse la nuova freccia d’argento a sfogare l’aria, e ieri abbiamo avuto una risposta.

Sulla monoposto anglo-tedesca sono apparse le branchie nella parte bassa del cofano motore, portate al debutto da George Russell nella sessione pomeridiana. Nel paddock di Barcellona si è poi diffusa una voce, seconda la quale il team di Brackley starebbe preparando una vera e propria versione B della vettura da portare ai test in Bahrain.

Un’idea simile venne attuata nel 2019, quando tra la prima e la seconda sessione di prove invernali (entrambe si disputarono al Montmeló) Toto Wolff e soci si presentarono con due vetture praticamente opposte. La mossa fu geniale e portò ottimi risultati, dal momento che quella macchina dominò le prime otto gare del calendario con cinque doppiette nelle prime cinque gare, per poi vincere entrambi i titoli mondiali.

Inutile dire che gli obiettivi della Stella a tre punte sono gli stessi, anche se la concorrenza è davvero agguerrita. La Ferrari, al contrario del passato, ha presentato un progetto molto estremo, fatto di scelte coraggiose che potrebbero pagare. La Red Bull non è stata da meno, decidendo di puntare sulla solita vena geniale di Adrian Newey che potrebbe aver creato l’ennesimo capolavoro.

Mercedes, tanti piccoli problemi sulla nuova vettura

La Mercedes non ha neanche impressionato a livello di giri percorsi, come invece faceva negli altri anni. Al comando di questa classifica c’è la Ferrari con 302 tornate inanellate in due giorni, mentre il team di Brackley è sesto a 233, davanti ai 229 della McLaren ed alla Red Bull.

La RB18 aveva stupito il primo giorno per i 147 giri totalizzati da Max Verstappen, ma ieri la musica è cambiata a causa di un problema al cambio che ha fermato Sergio Perez. Dopo una lunga sosta ai box per le riparazioni, il messicano è tornato in pista completando 78 passaggi, praticamente la metà di quelli del compagno di squadra.

Nella mattinata di ieri, Lewis Hamilton ha concluso solo 40 giri, ed il capo degli ingegneri in pista, Andrew Shovlin, ne ha spiegato i motivi in una nota del team: “Abbiamo avuto una mattinata difficile con Lewis. Siamo stati attardati da problemi con la registrazione dei dati all’inizio della giornata, che hanno ritardato l’uscita dai box di Lewis“.

L’uomo Mercedes ha aggiunto: “Poi siamo stati colpiti da un problema con un sensore, che ci ha impedito di fare ulteriore lavoro sulle prestazioni. Poi ci siamo fermati a pranzo prima per poter risolvere il problema. Così facendo, Lewis non è potuto rientrare in pista nel corso dell’ultima ora“.

Shovlin ha ammesso che c’è un problema di bilanciamento: “Abbiamo dovuto lottare per trovare il giusto bilanciamento. Potrebbe essere da un lato a causa degli elementi di assetto che abbiamo provato e dall’altro a causa delle gomme più dure che abbiamo testato oggi. Siamo stati in grado di fare alcuni giri di prestazioni prima di avere problemi“.

Nel pomeriggio è salito in macchina George Russell, che è stato più fortunato: “George ha svolto una sessione di test più produttiva nel pomeriggio, ha fatto delle buone prove di assetto e completato parte del nostro programma di test sugli pneumatici. Abbiamo ancora un sacco di problemi su cui lavorare dal punto di vista delle prestazioni, ma continuiamo ad imparare ogni giorno e questo ci renderà solo più veloci alla fine“.

L’ingengere ha ammesso che nel corso dell’ultima giornata verranno montate le gomme Pirelli più Soft, per tentare, chissà, una simulazione di qualifica: “Abbiamo una giornata impegnativa davanti a noi venerdì, con molto lavoro di assetto e per la prima volta utilizzeremo anche la gomma più morbida“.

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Giovanni Messi
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