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Formula 1

Hamilton e quel numero maledetto: c’è un dato inquietante

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Giovanni Messi

Lewis Hamilton vuole riscattarsi dopo la beffa di Abu Dhabi. Tuttavia, c’è un numero che non porta fortuna al campione britannico.

Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton va a caccia della vendetta nel mondiale 2022. Il britannico è stato beffato da Max Verstappen in quel di Abu Dhabi, chiudendosi in un lungo inverno di silenzi durato quasi due mesi, che ha portato molti tifosi ed addetti ai lavori a pensare anche al ritiro.

Lewis Hamilton (Getty Images)

Tuttavia, il pilota Mercedes è tornato in pompa magna e medita già il riscatto contro la Red Bull dell’olandese, sperando in una freccia d’argento che torni a far paura. Il nativo di Stevenage vuole puntare a centrare l’ottavo titolo mondiale, scavalcando definitivamente Michael Schumacher e diventare il più grande di sempre, almeno nelle statistiche.

Uno che ha vinto 103 gare, totalizzando altrettante pole position ha tutte le carte in regola per riuscire a tornare in vetta, anche se la concorrenza appare molto agguerrita. Le nuove monoposto ad effetto suolo potrebbero rimescolare le carte, ed Hamilton ha anche un altro problema da fronteggiare.

Dopo cinque anni di leadership indiscussa nel team di Brackley al fianco di Valtteri Bottas, come compagno di squadra troverà il rampante George Russell, che attualmente sta svezzando la W13 sul tracciato di Barcellona. La Mercedes sta pensando al proprio futuro e Lewis non può aspettarsi che il giovane connazionale gli faccia da “galoppino”, per cui è lecito attendersi una bella sfida tra i due piloti.

La Red Bull e Verstappen restano i contendenti principali, soprattutto dopo aver visto le forme spaventose della nuova RB18. L’olandese è sceso in pista a Barcellona a bordo del nuovo missile progettato da Adrian Newey, tenuto nascosto fino all’ultimo per proteggere la zona delle fiancate che potrebbero fare scuola.

Vedendo la freccia d’argento si nota l’estrema rastremazione delle pance, ma rispetto al team di Milton Keynes ed alla Ferrari, la Mercedes è il progetto che ha impressionato in maniera minore, almeno visivamente. Lewis sa benissimo che la carta d’identità non è più dalla sua parte e che il tempo sta per scadere, per cui, il 2022, rappresenta una delle ultime carte da giocare.

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Hamilton, la maledizione del numero 6 lo perseguita

Lewis Hamilton ha vinto sette campionati del mondo, al pari di Michael Schumacher. Tuttavia, nella sua carriera c’è un numero che non gli ha mai portato fortuna, vale a dire il 6. Ai tempi del suo debutto, nel 2007, l’inglese dominò la stagione a bordo della McLaren, precedendo per tutto il campionato il bi-campione del mondo Fernando Alonso, suo compagno di squadra.

Nelle ultime due gare, Lewis fu colpito da una sfortuna che lo aveva risparmiato per tutto l’anno, cedendo il titolo alla Ferrari di Kimi Raikkonen. Il finlandese, in quella stagione, correva con il #6. La stessa cifra ha accompagnato gli ultimi anni della carriera di Nico Rosberg, team-mate del britannico in Mercedes tra il 2013 ed il 2016.

La battaglia tra Hamilton ed il tedesco ha appassionato tutti i tifosi, e Rosberg riuscì a spuntarla proprio nel 2016, prima di annunciare il suo ritiro. Il #6 è stato fatale a Lewis anche nel finale della scorsa stagione, dal momento che Nicholas Latifi, autore dell’incidente che ha innescato la Safety Car decisiva ad Abu Dhabi, utilizzava proprio questo numero di gara.

I più attenti avranno notato anche un altro particolare, vale a dire il #33 del campione del mondo Max Verstappen. Come è facile intendere, la somma dei due 3 che compongono il suo numero riporta i conti proprio sul 6. La maledizione di questo numero ha perseguitato il sette volte campione del mondo per quasi tre lustri, con la speranza che adesso sia terminata.

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La Mercedes si augura di aver messo a punto una monoposto da primato, e che la grande competitività dei suoi due piloti li spinga oltre i limiti. Tra poco più di tre settimane prenderanno il via le prime prove libere del mondiale, che si appresta ad essere uno dei campionati più divertenti di sempre. La speranza degli appassionati è che l’equilibrio regni sovrano, con l’assenza di una squadra dominante. A quel punto, potrebbe davvero accadere di tutto come preventivato da chi ha scritto i nuovi regolamenti.

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