Buone notizie da Maranello. La Ferrari ha ottenuto l’ok dalla FIA per la vettura 2022 dopo l’ultimo test effettuato.
Mentre la Mercedes ha acceso il motore della W13 che vedremo in azione l’anno venturo, la Rossa è in fase di crash test. Già nelle scorse settimane aveva superato senza problemi le verifiche frontali e ora, finalmente, ha ottenuto l’omologazione da parte della Federazione Internazionale.
Il test dinamico è stato affrontato come di consueto al Centro CSI di Bollate, riconosciuto dalla FIA e riferimento per i team con base in Italia, a differenza degli inglesi che si affidano alla struttura di Cranfield.
Va detto che l’equipe modenese aveva deciso di svolgere un crash test anteriore sul telaio dell’anno venturo già al termine del 2020 per meglio comprendere il genere di vincoli imposti dalle nuove regole legate allo sviluppo delle auto ad effetto suolo.
Malgrado le cautela e la scarsa volontà di alzare in eccesso l’asticella il boss Mattia Binotto ha promesso qualche vittoria di gara. Un traguardo mancato nella stagione da poco conclusa.
“Dobbiamo ambire sempre al meglio”, le parole del dirigente italo-svizzero. “Non vogliamo iniziare una campagna sottotono. Il target è accumulare più successi possibile”.
E un po’ in controtendenza con quello che aveva sostenuto per diverso tempo, l’ingegnere si è subito premurato di anticipare che difficilmente Leclerc e Sainz potranno avere la meglio su Mercedes e Red Bull, a suo avviso e non solo, ancora riferimento assoluto.
“Se finora sono state capaci di progettare le monoposto che abbiamo visto significa che hanno strumenti, metodologie, calcoli, simulazioni, ed altre certezze affinate via via”, ha analizzato allontanando le pressioni dai suoi driver e dal suo gruppo di lavoro. “Ritengo presuntuoso dichiarare oggi che che saremo in grado di batterle perché penso che l’approccio corretto sia quello di giocarcela semplicemente”.
Chiara Rainis
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