Nella sua ultima apparizione da presidente FIA Todt ammette di essere rimasto amareggiato dal mancato successo della Mercedes ad Abu Dhabi.
Giovedì sera a Parigi è andata in scena l’annuale consegna dei premi della FIA. Il classico evento glamour che per Jean Todt è stata l’occasione per congedarsi dalla presidenza federale dopo tre mandati. Libero quindi dall’obbligo di imparzialità, il transalpino, pur facendo i complimenti alla Red Bull e a Verstappen non ha avuto problemi a confessare il proprio dispiacere per l’esito del round di Yas Marina e dunque del mondiale di F1.
“La Mercedes avrebbe meritato una ricompensa maggiore dopo aver ottenuto l’ottavo titolo costruttori di fila”, ha dichiarato convinto glissando invece sull’assenza di Hamilton alla festa. Un forfait che potrebbe costare all’asso di Stevenage almeno una reprimenda.
Tornato a sposare la diplomazia, da buon rappresentante della Federazione, l’ex manager Ferrari ha sottolineato i meriti dell’equipe di Milton Keynes e di Max in particolare.
“Abbiamo visto una combinazione incredibile tra quella che è stata, probabilmente, la migliore vettura, la migliore squadra ed un pilota che non ha mai commesso un errore”, ha sostenuto. “Le dieci vittorie dell’olandese in un simile contesto sono un qualcosa di notevole”.
Ed effettivamente sarebbe ingiusto non riconoscere la capacità di tutto il pacchetto energetico di mettere in crisi il colosso di Stoccarda, ma quanto avvenuto ad Abu Dhabi resta un neo in una campagna straordinaria. Una macchia che rischia, per colpe altrui, di oscurare e sporcare quanto costruito in pista.
“Ho suggerito di procedere ad una revisione completa del sistema per capire cosa può essere migliorato”, ha rivelato il 75enne circa l’indagine interna fatta partire all’indomani della chiusura di una stagione a dir poco esplosiva tra spiate e polemiche di vario tipo.
Chiara Rainis
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