È stato il primo ad accettare la sconfitta. Hamilton per questo non accetterebbe un titolo iridato conquistato con le carte bollate dopo mesi
Nonostante la grande delusione, Lewis Hamilton ieri ad Abu Dhabi non ha perso tempo per complimentarsi con Max Verstappen, che aveva appena vinto il campionato.
Una gara comunque importante quella dell’inglese, che ha bruciato al via il rivale per poi accumulare un buon vantaggio prima di quei cinque fatidici giri alla fine, quando l’incidente di Latifi ha praticamente rimesso tutto in bilico.
Il pit di Verstappen ha praticamente messo fine alle speranze di gloria del leader fino a quello momento. Hamilton ha lottato davvero come un leone ma ha dovuto arrendersi. Rimane comunque un campionato importante il suo, passato quasi sempre a rincorrere, con 32 punti recuperati nel finale quando tutto sembrava perduto.
Merito di una Mercedes capace di reagire nel momento di difficoltà ma anche di un Hamilton che ha tirato fuori, quando sembrava spacciato, tutta la sua voglia di tornare grande e ovviamente il suo talento.
Ieri, dopo il ko, è rimasto a lungo nella sua W12 per smaltire la delusione, la stessa che diede nel 2008 a Felipe Massa in Brasile. Poi però, una volta sceso e parlato con il papà, ha subito reso onore al rivale. Segno che la sconfitta era comunque accettata.
Ma se Hamilton ha poi accettato di aver perso, non si può dire la stessa cosa della Mercedes e di Toto Wolff, che subito dopo il traguardo hanno presentato ben tre reclami contro l’esito della gara di Abu Dhabi.
Dopo il primo no, però la casa di Stoccarda ha annunciato di volersi appellare alla decisione presa dai commissari di gara della Formula 1 e per farlo hanno a disposizione 48 ore di tempo per fare appello, o addirittura passare all’Arbitrato per lo sport, portando la questione davanti al Tas di Losanna. Ma questa è una opzione che non piace per niente ad Hamilton.
Secondo Fanpage, il sette volte campione del mondo avrebbe chiesto a Toto Wolff di non proseguire oltre nel tentativo di cambiare le sorti di questo mondiale, abbandonando quindi la possibilità di fare appello e accettando così la sconfitta. Un gesto di grande sportività che rende ancor più onore al pilota.
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