La Mercedes non perdona Bottas per l’episodio al via del GP del Messico. Il capo della strategia rivela il retroscena.
Rispetto al boss Toto Wolff e allo stesso Hamilton James Vowels è stato più gentile. Se i primi due, subito dopo il GP di Città del Messico, hanno accusato platealmente e senza mezzi termini Bottas di aver aperto il varco in partenza a Verstappen, agevolando la sua cavalcata verso il successo, l’uomo delle strategie Mercedes ha voluto chiarire il punto pur senza scagionarlo.
Il pensiero di tutti è che Valtteri si sia vendicato a modo suo per il trattamento a lui riservato della scuderia di Stoccarda, mettendo in difficoltà il compagno in lotta per il titolo e di fatto aiutando il rivale.
Stando a quanto riferito dal tecnico britannico, prima del via al finlandese sarebbe stato chiesto di fare da traino. “Avrebbe dovuto tirare la scia a Lewis in modo da metterlo al riparo da un possibile attacco da parte di Max“, la spiegazione riportata da Motorsport.com.
Ma siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi il cocco della Red Bull è scattato a razzo appaiandosi in men che non si dica alle due W12 e finendo per beffarle entrambe alla prima curva.
“Se avessimo mantenuto le posizioni occupate sulla griglia, forse ci saremmo difesi per l’intera corsa, però servivano tutte e due le monoposto”, ha aggiunto evidenziando la mancanza del driver di Nastola che, non opponendo resistenza ha fatto il gioco del principale competitor.
E sulla risposta della RB16B e in particolare del #33 il tecnico si è definito impressionato dalla capacità in frenata, un plus a favore degli avversari che sulla carta non avrebbe dovuto essere tanto ampio al pronti via.
“I piloti hanno rallentato dove hanno ritenuto corretto farlo. Come rivelato dallo stesso Verstappen alla bandiera a scacchi si è preso dei rischi che hanno funzionato”, ha infine commentato concludendo che è stato esattamente in quel frangente che il gran premio è stato perso.
Chiara Rainis
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