Esplode la polemica tra team di F1. Un boss insospettabile invita chi non è d’accordo con il calendario fitto a lasciare la serie.
Se le scuderie potevano sembrare unite contro Liberty Media per un 2022 denso di appuntamenti, oggi scopriamo che non è affatto così. Che c’è qualcuno più che favorevole alla progressiva americanizzazione di una disciplina europea.
Disputare tra le 22 e le 25 corse all’anno è stato sin da subito l’obiettivo posto dall’ex CEO Chase Carey e il successore Sefano Domenicali lo ha ereditato senza troppe preoccupazioni, incurante di chi mostrava perplessità per la tenuta fisica e psichica del personale.
Un po’ a sorpresa rappresentando una squadra piccola seppur appoggiata da Red Bull Franz Tost dalla Turchia ha voluto rispondere a tutti gli omologhi che stanno protestando a viva voce per la deriva del Circus in chiave USA. “Nel campionato venturo avremo 23 round ed è fantastico. Dobbiamo solo devo rendere merito alla FOM per quanto fatto”, ha affermato entusiasta del futuro della categoria.
“I meccanici hanno tre o quattro giorni liberi che possono trascorrere a casa dopo un weekend e lo stesso vale per gli addetti stampa, i responsabili del marketing e tutte le persone impegnate in pista. Per gli ingegneri, invece, è un po’ più difficile, ma in passato, se non ricordo male, subito dopo gli eventi dovevano andare a seguire i test”, ha snocciolato le sue ragioni prima di buttare il carico da novanta.
“Se a qualcuno non piace la situazione attuale è libero di andare via”, il consiglio tranchant del manager austriaco a cui è seguito il parere opposto del capo Aston Martin Otmar Szafnauer.
Per lui, infatti, chi lavora dovrebbe essere tutelato maggiormente. “Per quanto ci riguarda abbiamo già preso provvedimenti per rendere i viaggi il più confortevoli possibili, inoltre adotteremo alcuni cambiamenti organizzativi come la rotazione”, ha spiegato lasciando aperto un argomento caldo, reso ancora più vivo dalle voci di una nuova possibile aggiunta al calendario, ovvero il Sud Africa con Kyalami nel 2023.
Chiara Rainis
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