Addirittura il suo team principal alla Honda, Alberto Puig, è rimasto letteralmente senza parole di fronte a Marc Marquez
È vero, ad Austin Marc Marquez si è sentito sempre a casa. Persino quest’anno in cui, per sua stessa ammissione, non si presentava ancora al via del Gran Premio delle Americhe nelle migliori condizioni fisiche.
Il fatto che il circuito texano si percorra in senso antiorario, dunque con una maggioranza di curve a sinistra, lo aiuta a fare la differenza a livello di guida e a non stressare eccessivamente la spalla ancora acciaccata.
Eppure la vittoria che il Cabroncito ha ottenuto domenica ha lasciato letteralmente senza parole addirittura il suo stesso capo, il team principal della Honda, Alberto Puig. Non tanto per il risultato finale: “Lui con la pista di Austin ha un feeling molto speciale, tanto da averci vinto di nuovo”, spiega.
Semmai, a sbalordire il numero uno della Casa alata in MotoGP è stato il modo in cui questo trionfo è maturato, al termine di un fine settimana che è andato tutt’altro che liscio, ma che non ha comunque impedito all’otto volte campione del mondo di superare una difficoltà dopo l’altra.
“Sinceramente, se prendiamo in considerazione l’intero weekend di gara, abbiamo avuto diversi problemi”, prosegue Puig. “Ma Marc è riuscito a controllare la situazione e ha guidato molto bene la moto: sapeva esattamente cosa fare con le gomme e come doveva guidare. È stato incredibile”.
E così è arrivato un ritorno sul gradino più alto del podio che ha reso felice l’intero team: “Questa vittoria è molto positiva per la nostra squadra, per le persone che sono presenti ad ogni fine settimana in pista e anche per tutti coloro che continuano a lavorare in sede o in Giappone”, rimarca il capo.
Ciliegina sulla torta, è arrivato anche il podio numero 450 per il sodalizio tra la Honda e il suo storico sponsor principale: “È un numero sorprendente, che mette in luce la grande storia che Repsol e Hrc hanno percorso insieme”, conclude il boss.
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