Il nuovo motore Ferrari portato al debutto da Charles Leclerc al Gran Premio di Russia ha raccolto dati che fanno ben sperare
Non è stato premiato dal risultato, Charles Leclerc all’ultimo Gran Premio di Russia, ma non certo per motivi tecnici. Anzi, è stato protagonista di una grande gara, rimontando a suon di sorpassi, fino a sognare il podio, se non fosse arrivata la pioggia a rovinargli la festa.
Fatto sta, però, che quel nuovo motore che proprio a Sochi ha fatto il suo debutto, costringendolo a pagare una penalità e a partire dal fondo per aver sforato il limite stagionale di propulsori, sembra aver però convinto non poco gli ingegneri del Cavallino rampante.
I dati raccolti, messi in fila dalla Gazzetta dello Sport nel numero di oggi, appaiono decisamente promettenti: la nuova componente elettrica della power unit migliorerebbe infatti la coppia, la velocità di punta in fondo ai rettilinei (limitando il tipico calo dovuto al cosiddetto “clipping” quando si raggiunge il massimo) e ridurrebbe i tempi di ricarica dell’energia, in modo da rendere più efficiente il recupero nel corso del giro.
Missione compiuta, insomma. Ora, però, il quadro va completato con un analogo sviluppo anche sulla parte del motore termico, che invece continua a rappresentare il vero tallone d’Achille della Rossa. Almeno da quando, all’inizio dell’anno scorso, sono intervenute le direttive tecniche della Federazione internazionale dell’automobile ad annullare quel vantaggio, ritenuto al limite del regolamento, di cui godeva Maranello.
Anche su questo punto, però, il reparto diretto da Enrico Gualtieri continua a lavorare alacremente, con l’obiettivo di sfornare un propulsore all’altezza di quello della concorrenza targata Mercedes, Honda e Renault, e che possa accoppiarsi al meglio con la parte ibrida che invece sarebbe già la migliore del lotto.
L’obiettivo è fissato per la stagione 2022, quando entrerà in vigore la rivoluzione dei regolamenti tecnici. Quella sarà l’ultima occasione per poter compiere il salto di qualità a livello di potenza, perché poi arriverà il congelamento fino al 2024. Un’occasione che la Ferrari non si può proprio permettere di perdere. Ma il primo passo sembra stato già positivo.
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