LEGGI ANCHE —> Valentino Rossi ritrova Vinales: erano compagni, ora sono diretti rivali
Ducati a Misano per inseguire il sogno mondiale. L’assalto alla leadership si preannuncia difficile, ma il team manager vuole crederci ancora.
Il team Ducati arriva a Misano sulle ali dell’entusiasmo dopo la prima vittoria di Pecco Bagnaia ad Aragon. 53 i punti da colmare in cinque gare, serve un mezzo miracolo per puntare al titolo mondiale, ma in MotoGP è tutto possibile, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e molto dipenderà anche da Fabio Quartararo. La vittoria del MotorLand è arrivata dopo un epico corpo a corpo con uno degli avversari più agguerriti, Marc Marquez, e questo conferisce un sapore particolare al successo. “Alla Ducati piace vincere di più battendo Marquez. Fa assolutamente più piacere, perché Márquez è Marquez”, ha ammesso il team manager Davide Tardozzi ai microfoni dello spagnolo ‘AS’.
Ai box Ducati hanno vissuto la gara di Aragon come una finalissima, sette attacchi respinti con grande maestria e potendo contare su una Ducati Desmosedici che faceva dell’accelerazione un suo punto di forza. Stavolta le gomme non hanno tradito, nonostante un asfalto usurante e temperature oltre i 40° C. “Non potevo contare gli attacchi che ci sono stati, ma l’abbiamo vissuta bene al box perché conosciamo Pecco. Aveva davvero sangue freddo – ha aggiunto Davide Tardozzi -. Era l’uomo di ghiaccio. Per rispondere a Marquez sette volte in tre giri devi essere un campione e, soprattutto, devi essere molto convinto delle tue capacità, di quanto sei forte e coraggioso. Pecco ha dimostrato con questa vittoria molto più della velocità che ha dentro di sé. Ha dimostrato di avere la testa da campione”.
Merito del pilota piemontese o della Ducati? “La Ducati aiuta in certe situazioni e Pecco lo fa in altre. Vince sempre il pacchetto. Non è mai solo la moto o il pilota – ha risposto saggiamente il team manager -. È la combinazione di entrambi. Pecco si è sentito molto a suo agio sin dal primo giro delle FP1 su questo circuito. Eravamo molto sicuri che avrebbe lottato per la vittoria. Credevamo onestamente che ad un certo punto Marc avrebbe rallentato e si sarebbe accontentato per il secondo posto, ma un grande campione come lui ha bisogno di provarci e ha fatto quello che doveva fare”. A Misano vietato sbagliare, bisogna riprovarci, Pecco ha un obbligo morale. 53 lunghezze da colmare sono un abisso, ma Davide Tardozzi ci crede: “Mai dire mai”.
La nuova Dacia Sandero 2026 si evolve con un design rinnovato, un abitacolo migliorato e…
Aprilia svela le nuove livree per la MotoGP 2026, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge…
L'industria dei pneumatici si sta orientando verso l'uso di biomateriali per ridurre la dipendenza dal…
Sembrava un centauro immortale, ma ha percorso il suo ultimo giro. A cento anni il…
L'articolo esplora il sondaggio annuale della F1 tra i responsabili delle scuderie, che valuta non…
L'evoluzione del mercato automobilistico verso la sostenibilità ha portato alla ribalta i SUV Full Hybrid,…