I commissari del GP d’Italia hanno chiuso l’indagine: a chi è stata attribuita la colpa dell’incidente tra Lewis Hamilton e Max Verstappen
Come era facile prevedere, l’incidente tra i due piloti in corsa per il titolo mondiale di Formula 1, Lewis Hamilton e Max Verstappen, durante il Gran Premio d’Italia, che ha messo fine alla gara di entrambi, ha avuto degli strascichi anche dopo la bandiera a scacchi.
Non soltanto dovuti alle comprensibili polemiche che sono esplose nel paddock, ma anche all’inchiesta aperta dalla direzione gara nell’immediatezza dello schianto. Dopo aver ascoltato entrambi i contendenti, i commissari hanno preso una decisione: Verstappen è “prevalentemente colpevole” dell’incidente.
Al pilota della Red Bull è stata comminata di conseguenza una penalità di tre posizioni, che sconterà sulla griglia di partenza del prossimo Gran Premio in programma a Sochi, in Russia.
I giudici hanno ricostruito così l’episodio: “Hamilton stava uscendo dai box. Verstappen era sul rettilineo principale. Al cartello dei 50 metri prima della curva 1, Hamilton era significativamente davanti a Verstappen. Quest’ultimo ha ritardato la frenata e ha iniziato ad affiancare il suo rivale, anche se in nessun momento della sequenza si è portato davanti alla ruota anteriore dell’avversario”.
Prosegue dunque la nota: “Durante l’udienza, Verstappen ha sostenuto che la causa dell’incidente era da ricondurre al fatto che Hamilton avesse aperto il volante dopo la curva 1 e lo avesse ‘schiacciato’ verso l’apice della curva 2. Hamilton ha sostenuto che Verstappen ha tentato il sorpasso molto tardi e avrebbe dovuto rinunciare, o rallentando o girando a sinistra oltre il cordolo”.
La sentenza è dunque chiara: “I commissari hanno osservato i video, da cui si nota che Hamilton stava adottando una traiettoria per evitare il contatto, anche se la sua posizione ha fatto sì che Verstappen andasse sul cordolo. Inoltre i commissari hanno osservato che Verstappen non era affatto affiancato a Hamilton fino a ben oltre l’ingresso della curva 1. Secondo i commissari, questa manovra è stata tentata troppo tardi perché Verstappen ne avesse il diritto. Anche se Hamilton avrebbe potuto sterzare ulteriormente lontano dal cordolo per evitare il contatto, i commissari hanno determinato che la sua posizione era ragionevole”. Di conseguenza, la colpa è di Max.
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