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Formula 1

Sponsor in fuga dalla F1: è colpa del ritorno dei motori rumorosi?

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Chiara Rainis

Il CEO della McLaren Brown si è espresso sul timore che si verifichi un abbandono in massa degli sponsor della F1 a partire dal 2022.

Max Verstappen alla partenza della qualifica sprint nel Gran Premio di Gran Bretagna di F1 2021 a Silverstone (Foto Michael Regan/Getty Images/Red Bull)

Zak Brown non ha scoperto l’acqua calda e nemmeno ha detto nulla di inedito. Sulla scia di quanto sostenuto di recente dal boss Red Bull Christian Horner, il capo supremo della McLaren ha sottolineato l’importanza del suono del motore delle monoposto. Quel rombo spacca stomaco e timpani che manca alla massima serie dal 2014, ovvero da quando la F1 è diventata ibrida.

Secondo il dirigente californiano, malgrado l’importanza delle tematiche verdi non andrebbe trascurato nemmeno l’aspetto caratterizzante dello sport, ovverosia quello che lo ha reso peculiare e unico rispetto agli altri come il rumore del propulsore.

A suo avviso, avere di nuovo delle macchine che ruggiscono potrebbe non solo garantire un ritorno di pubblico e di seguito, ma anche gli stessi partner potrebbero goderne dei benefici.

“Penso che agli sponsor non interessi il modo in cui si ottiene la sostenibilità, ciò che conta è che lo sia la tecnologia utilizzata, quindi dall’unità ICE, ai carburanti”, ha evidenziato a Motorsport.com indicando una strada da seguire che è comunque quella dettata dall’automotive.

Nel Circus ci sono conflitti d’interesse?

Sempre per l’ex driver, oggi amministratore delegato di Woking, all’interno del Circus qualcuno starebbe muovendo i fili del regolamento per indirizzarli verso i propri punti di forza.

Nella fattispecie Toto Wolff si sarebbe già allertato per spingere la FIA a plasmare regole tecniche funzionali a come Mercedes si sta muovendo sul mercato per quanto concerne le vetture produzione.

“Personalmente non credo che i sostenitori delle competizioni o gli stessi partner si allontanerebbero dalla F1, se sapessero che la categoria sfrutta una tecnologia non perfettamente aderente a quella utilizzata sulle macchine  comuni”, ha poi concluso dovendo suo malgrado riconoscere la centralità e l’importanza dei grandi costruttori per la sopravvivenza della serie.

Di conseguenza, cosa significa? Sarà Stoccarda a decidere dove andare in futuro?

Zak Brown (©Getty Images)

Chiara Rainis

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