Il calendario della F1 è destinato a cambiare. Alla luce della cancellazione del GP d’Australia il capo del Cavallino Binotto dà un suggerimento.
Malgrado la situazione si stia pian piano normalizzando, gli eventi sportivi sono ancora influenzati dall’emergenza Covid. L’ultimo cambiamento riguarda il round australiano, inizialmente programmato per inizio stagione, quindi rimandato a novembre e ora cancellato.
Secondo quanto riportato dal documento ufficiale che ha sancito l’annullamento dell’evento, il motivo sarebbe legato alla strategia di contrasto al Coronavirus adottata agli Antipodi. Una strategia piuttosto severa e con restrizioni ancora maggior rispetto ai mesi scorsi, che renderebbe dunque impraticabile l’organizzazione di una corsa di portata internazionale.
“Voglio assicurare lo staff, i fornitori e i partner, come la comunità legata alle manifestazioni e al turismo, che stiamo lavorando senza sosta per tornare nel 2022”, ha affermato Paul Little dell’Australian GP Corporation.
A fronte di quest’ennesimo colpo di scena è chiaro che se l’obiettivo è di restare sui 23 gran premi ci sarà bisogno di riprogrammare la distribuzione delle date.
Per il boss Ferrari Mattia Binotto bisognerebbe replicare quanto appena fatto tra Paul Ricard e Spielberg, ovvero più appuntamenti in breve tempo e sugli stessi circuiti. “A Zeltweg hanno dato vita a due gare di altissimo livello e grazie alla scelta Pirelli di non portare le stesse gomme abbiamo visto due competizioni differenti”.
A questo proposito il responsabile Cavallino ha invitato il CEO della massima serie Stefano Domenicali a considerare ancora la soluzione dei due GP sulla medesima pista, magari adottando in una la formula della qualifica sprint.
“Sul tavolo abbiamo diverse opzioni per sostituire Melbourne”, ha replicato l’attuale Supremo della classe regina. “Stiamo analizzando i dettagli delle proposte e nelle prossime settimane, a discussioni concluse, vi forniremo ulteriori aggiornamenti”.
Uscito dalla lista del 2021 l’Albert Park, altri round potrebbero saltare. In particolare nel radar ci sono Giappone e Brasile.
Chiara Rainis
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