Dietro al clamoroso recupero della Red Bull non ci sarebbe soltanto il motore. A confidare il segreto lo stesso boss Horner.
Alla vigilia del GP della Stiria il capo della Mercedes Toto Wolff aveva fatto serpeggiare un sospetto. L’ennesimo nei confronti di una Red Bull, capace di colmare il gap sui tedeschi come nessun altro e dunque guardata con scetticismo. Per chi non avesse seguito l’ennesima polemica, il manager di Vienna aveva ipotizzato un’azione massiccia sul motore da parte del team di Milton Keynes, quindi ben al di là dei limiti consentiti dalla FIA, in modo da raggiungere e superare le performance della W12.
Da quanto emerso dal paddock di Zeltweg il propulsore in sé avrebbe, al contrario, poco a che vedere con questa rinascita. La magia starebbe infatti tutta in un miscuglio.
“In Austria abbiamo portato un nuovo lubrificante ExxonMobil quindi, è a loro che va attribuito il merito per la superiorità dimostrata”, ha dichiarato a Motorsport.com il dirigente.
Ma per quale motivo l’olio sarebbe bastato per incrementare le prestazioni degli energetici? La risposta l’ha fornita il global motorsport technology manager del produttore americano Tomek Young rivelando un innesto davvero fuori dal comune per le competizioni di alto livello.
“L’industria cosmetica offre molte componenti di origine naturale che fanno al caso nostro, perché si è scoperto che offrono diversi vantaggi come una riduzione dell’attrito sulle superfici metalliche e una migliore dispersione del calore”, ha spiegato il tecnico. “Questi benefici si traducono nella capacità di far funzionare l’unità in un range operativo più estremo”.
Ma non solo, questa novità avrebbe anche rafforzato l’affidabilità della PU Honda. Un aspetto da non sottovalutare visto che nell’arco di un campionato se ne possono utilizzare soltanto tre.
Il dubbi comunque restano. Se davvero fosse quello il segreto, perché mai confidarlo così senza remore sapendo che qualcuno potrebbe copiare l’intuizione e da qui ai prossimi round vanificare gli sforzi della scuderia?
Chiara Rainis
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