Pecco Bagnaia non dimentica gli aiuti ottenuti all’inizio della sua carriera da Valentino Rossi e oggi vuole restituirgli il favore
Una vera e propria dichiarazione d’amore (sportivo, s’intende) a Valentino Rossi, sentita e commovente, quella che gli ha tributato Pecco Bagnaia, suo allievo nella VR46 Riders Academy e oggi suo avversario, essendo diventato pilota ufficiale della Ducati in MotoGP.
Il torinese ha concesso una lunga intervista a Marco Melandri per le telecamere di Dazn, dove oggi Macio è impegnato come commentatore tecnico. E inevitabilmente uno degli argomenti toccati non poteva che vertere proprio sul Dottore.
Il primo ad offrire il suo punto di vista sul nove volte campione del mondo è stato proprio il ravennate, che ricorda come da ragazzo fosse suo amico, ma poi quando diventarono diretti rivali nel Motomondiale il rapporto cambiò: “Ai miei tempi si passava dall’essere amici a quasi odiarsi, non c’era via di mezzo. Con Valentino eravamo molto amici da bambini, poi quando siamo arrivati a giocarci le gare assieme qualcosa si è incrinato”.
Ma è Pecco ad offrire un ritratto umano molto profondo del numero 46: “Vale, tu l’hai conosciuto bene, è una persona di cuore, ci dice sempre le cose come stanno”.
Bagnaia ha ben stampati nella memoria gli inizi della sua conoscenza con Valentino Rossi, che in passato era stato il suo idolo d’infanzia: “Sinceramente la prima volta che mi sono trovato in pista con lui davanti mi ha fatto strano perché cresci con l’idea di arrivare in MotoGP, vedi tutti questi piloti… Mi ricordo bene il 2005, il 2006. Trovarmi comunque Valentino lì mi ha fatto effetto, non mi sentivo un pilota di MotoGP“.
Oggi che il ducatista non è più solamente un suo allievo, ma un suo collega, la loro relazione è maggiormente paritaria. Tanto che Pecco non esclude che in futuro possa essere lui a restituire il favore e l’aiuto ottenuto in passato da Rossi.
“Ora parliamo di più delle corse, ho più esperienza e riesco a sfruttare meglio le gomme mentre lui con il posteriore fa un po’ più fatica”, conclude. “Quindi se potrò dargli una mano lo farò sempre, in ogni caso. Lui ha fatto talmente tanto per noi che è giusto che sia così”.
LEGGI ANCHE —> Valentino Rossi: “Come è cambiata la MotoGP negli ultimi vent’anni”
L'industria automobilistica italiana affronta sfide significative nel 2025, con la transizione all'elettrico, i costi energetici…
La carriera di Valentino Rossi lo vede ormai del tutto impegnato nel mondo delle quattro…
Nel 1997, Juan Pablo Montoya si distingue in F3000 con la RSM Marko, affinando una…
La Xpeng P7+ 2026, berlina sportiva e auto di famiglia, debutta in Europa con un…
La nuova berlina elettrica Xpeng P7+ promette un'esperienza di guida rivoluzionaria grazie all'intelligenza artificiale, con…
Aprilia svela le nuove livree per la MotoGP 2026, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge…