Sulla pista dove normalmente domina, il Sachsenring, questa volta Marc Marquez si ritrova ad inseguire: “Non sono il favorito”
Il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del mattino aveva illuso, ma nel pomeriggio i problemi fisici di Marc Marquez sono tornati a farsi sentire. E così l’otto volte iridato ha chiuso solo dodicesimo il venerdì del Gran Premio di Germania.
“Qui soffro di meno fisicamente, ma mi aspettavo addirittura di avere zero problemi”, ammette il catalano. “Il mio gomito destro è ancora alto e non riesco a guidare come voglio. Domani cercheremo di migliorare la guida”.
Sul suo Sachsenring, la pista dove è rimasto imbattuto per dieci edizioni consecutive, stavolta non è il solito Marquez invincibile. E non credete a chi dice che si è nascosto e che lui rimane il favorito d’obbligo. “Non lo sono, vengo da una situazione complicata”, confessa. “Oltretutto non ho girato con la gomma nuova sul finale perché non sentivo abbastanza energia per sfruttarla. Ho lavorato un po’ come il vecchio Marc, ovvero pensando più alla gara”.
Il percorso che lo porta alla ripresa completa continua ad allungarsi e lui stesso sembra essere stufo di aspettare: “I dottori mi avevano detto che dopo tre operazioni sarebbe servito tempo, ma quanto? Una settimana, un mese, un anno?”, si chiede il fuoriclasse di Cervera.
Chi pensava di rivedere un Marquez subito all’altezza della sua storia è rimasto deluso, compreso il diretto interessato. “Devo cercare di dimenticare un po’ il mondo esterno e concentrarmi su di me: gli altri si aspettavano che tornassi e vincessi, anche io ci speravo”, spiega. “Invece la strada è un po’ più lunga del previsto, ma sto lavorando per essere come prima”.
E anche per questo fine settimana il pilota della Honda si sfila dalla lotta per le prime posizioni. “Sarà una gara lunga e difficile”, prevede. “Mi sento meglio rispetto ad altre piste, ma dobbiamo vedere come continuerà il fine settimana. Non posso pretendere di lottare per pole e vittoria, non sarei realista. Il mio obiettivo è stare più vicino ai primi, non davanti ai primi”.
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