Il venerdì di prove libere di Pecco Bagnaia al Gran Premio di Germania si chiude all’ultimo posto. Ma lui non si allarma (ancora)
Ventiduesimo, ultimo, ad un secondo e mezzo dalla vetta. Il verdetto del cronometro nel venerdì di prove libere del Gran Premio di Germania per Pecco Bagnaia è drastico, addirittura disastroso. Inaccettabile, per un pilota che merita di lottare per il titolo mondiale.
Ma è ancora troppo presto per far scattare l’allarme: il diretto interessato predica calma. “Sono ultimo, è chiaro che ho tanto da imparare”, premette il torinese. “Ma in questo momento non sono molto preoccupato, anche se è vero che questo è un circuito che non mi viene bene. Credo che per domenica saremo più forti”.
Il motivo di questo ampio distacco riscontrato nella giornata di oggi è che, fino a questo momento, il pilota della Ducati si è concentrato più in ottica gara che sul giro secco. “Ho lavorato con le gomme usate, senza montare la nuova alla fine”, spiega. “Ho tenuto un passo gara molto costante, che mi permetterebbe di stare davanti, ma devo migliorare nei primi giri, dove non sono abbastanza efficace”.
Per questo motivo il risultato negativo di oggi ha una spiegazione. E anche una soluzione, probabilmente. “Non sono giù di morale, anche perché la MotoGP di oggi è ad un livello mai visto prima ed è normale che se non tenti il giro veloce sei dietro”, prosegue Bagnaia. “Anche l’anno scorso ero sempre indietro al primo giorno. Domani farò sicuramente un paso in avanti, so dove migliorare. Sono soddisfatto perché oggi abbiamo fatto un buon lavoro”.
La pista del Sachsenring, sulla carta sfavorevole alla sua Desmosedici, non c’entra niente: “Quando ci sono piste Ducati, dobbiamo vincere a tutti i costi, mentre sulle piste in cui la Honda è favorita nessuno dice niente”, è la stoccata lanciata da Pecco. “È chiaro che il pilota fa sempre la differenza, sono più io quello che si deve adattare alla pista. Perché la moto funziona abbastanza bene, è già bilanciata. Devo lavorare su me stesso, sto perdendo dei pezzi in giro e devo guardare i dati”.
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