La Red Bull si presenta in Francia con il morale alle stelle. Prima in entrambe le classifiche e con un discreto vantaggio sulla Mercedes.
Alla vigilia del GP del Paul Ricard a Milton Keynes l’atmosfera è di festa. Probabilmente mai nessuno avrebbe immaginato di vedere una Mercedes tanto in affanno, capace sì ancora di vincere, ma spesso in confusione e dunque non più in grado di raccogliere quanto la W12 meriterebbe.
I numeri ci dicono che la Red Bull guida il gruppo con 174 punti contri i 148 della scuderia di Stoccarda, quindi è evidente che qualcosa si è interrotto. Per qualche motivo, l’ingranaggio germanico, finora solido, ben oliato e imperturbabile, si è intoppato. Budget cap, modifiche regolamentari e questioni di mercato non le sono certamente state d’aiuto e hanno fatto in modo che le certezze di incrinassero.
Ed è proprio qui, in questo vulnus che si è creato a sorpresa, che l’equipe fondata da Mateschitz, ha operato e dovrà continuare a farlo se vorrà portarsi a casa il titolo.
Intanto, quasi beffardamente, Sergio Perez, vincitore a Baku, dopo essersi detto dispiaciuto per il ko rimediato dal suo compagno di box Max Verstappen, ha considerato: “Penso sia stato importante avere la consapevolezza che ci sono due vetture che possono lottare il campionato”.
Un’affermazione, questa, ancora più pungente, se si pensa che nelle ore scorse il boss delle Frecce Nere Toto Wolff, visibilmente preoccupato, sollecitava il suo team a tornare ai fasti di un tempo vicinissimo, ovvero quando Hamilton e Bottas facevano incetta di prime file al sabato e doppiette alla domenica.
“Sono in F1 ormai da diversi anni e so che possono succedere tante cose”, ha poi proseguito con più cautela lanciando un monito ai suoi a non abbassare la guardia. “L’importante è proseguire a testa bassa e lavorare su di noi, assicurandoci di massimizzare il potenziale dell’auto”.
Chiara Rainis
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