Marco Melandri dà un’opinione chiara sulla situazione critica che sta vivendo Valentino Rossi in MotoGP e sui motivi che ne stanno alle spalle
Ci pensa Marco Melandri a fare chiarezza sulla situazione di Valentino Rossi. Macio, già pilota del Motomondiale e campione del mondo di classe 250, sta seguendo con attenzione l’intera stagione come commentatore tecnico di Dazn.
E dal suo punto di osservazione si è fatto un’idea piuttosto precisa sui problemi che sta incontrando il Dottore. Tanto da non credere alla vulgata che si sta diffondendo sui social, secondo cui il fenomeno di Tavullia verrebbe addirittura ostacolato, per convincere il pubblico che sia giunto ormai alla fine della sua carriera. “No, non è possibile. Valentino porta troppi soldi nel Motomondiale“, sostiene Melandri ai microfoni del sito MowMag.
La verità sarebbe invece un’altra: “Ormai non ce la fa più. Purtroppo il tempo passa inesorabile. Provate a guardare i piloti a centro curva, anche in foto. Valentino sta sulla moto in un certo modo, Quartararo ha tutt’altra posizione. I tempi sono cambiati. Guardate i giovani: Martin, Binder, Bagnaia, lo stesso Quartararo… Già loro guidano diversamente rispetto a piloti come Zarco e Morbidelli, che sono di un’altra generazione. Ogni cinque anni c’è un cambio generazionale. Ed è una cosa che bisogna accettare, non c’è altro da fare”.
Se dunque Valentino Rossi continua a lamentare difficoltà con gli pneumatici, non dipende dalla Michelin, ma dal suo modo di guidare la moto che sarebbe ormai datato, non più in linea con le necessità tecniche attuali.
“Il problema che ha Valentino con la trazione è dovuto al fatto che non ha la guida adatta alle gomme di adesso”, prosegue Marco. “Per lui sono troppo morbide perché i piloti, adesso, si buttano talmente tanto fuori in curva che non caricano la gomma. Quindi hanno bisogno di gomme più soft, però raddrizzano velocemente. Valentino invece stressa il posteriore perché è troppo seduto sulla moto, quindi la gomma si deforma di più, la moto non gira e fa più fatica a raddrizzare. Ma non puoi pensare di cambiare stile di guida, ti deve venire naturale”.
La sentenza finale dell’ex pilota di Ravenna, dunque, è inappellabile: “Non voglio criticare nessuno, ma è un dato di fatto. Perché se è sempre solo lui ad avere quel problema in Yamaha nonostante il fatto che Morbidelli guida la moto di due anni fa… c’è solo una cosa che cambia, lo stile di guida”.
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