Continuano a piovere critiche su Lewis Hamilton per il suo comportamento durante il Gran Premio di Montecarlo: ecco l’ultima
Facile (si fa per dire) vincere sette campionati del mondo quando la macchina che si ha sotto il sedere è nettamente la più veloce di tutta la griglia di partenza della Formula 1 e la scuderia non sbaglia un colpo a livello strategico.
È quando le cose si mettono male, quando i Gran Premi imboccano una strada in salita, che si vede la forza del vero fuoriclasse. E Lewis Hamilton, pur ritenuto all’unanimità il pilota più forte della sua generazione, questa prova d’esame l’ha fallita, nel passato weekend di gara a Montecarlo.
Ritrovatosi con una Mercedes che non aveva l’assetto giusto per andare forte e con una tattica, studiata dal suo muretto box, che si è rivelata completamente sbagliata, l’anglo-caraibico ha perso la calma, calando la sua maschera di uomo squadra e attaccando esplicitamente i suoi uomini in pubblico, di fronte alle telecamere e ai microfoni dei giornalisti.
Queste accuse di Hamilton alla Freccia nera non sono piaciute ad un suo ex collega iridato, Damon Hill, che nel podcast F1 Nation ha criticato il comportamento del connazionale. “Lewis aveva il muso lungo nello scorso fine settimana”, è stato il suo commento. “Quando le cose non vanno bene, sembra un po’ imbarazzato e diventa un po’ sgraziato. Ha messo pressione sulla squadra, dicendo che ‘bisogna fare una riunione a porte chiuse, ma darò loro un tirata d’orecchie’. Questo è quello che ha detto, mi pare”.
Prendiamola come una battuta d’arresto momentanea, da archiviare: Hill si augura di rivedere infatti in pista il “vero” Hamilton già dal prossimo Gran Premio dell’Azerbaigian a Baku. “Loro non hanno fatto funzionare la macchina, con grande turbamento di Lewis”, conclude il campione del mondo 1996. “Valtteri non ha fatto troppo male, è riuscito a tirare fuori qualcosa, ma per Lewis qualcosa non è scattato in quel fine settimana”.
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