Danilo Petrucci non concorda con la gestione del weekend di gara: dopo l’incidente fatale di Dupasquier il Gran Premio andava cancellato
Un attacco molto deciso, indirizzato direttamente alla Dorna, organizzatrice del campionato del mondo di MotoGP. Danilo Petrucci critica aspramente il modo in cui è stato gestito l’incidente fatale di cui ieri è stato vittima il povero Jason Dupasquier, sostenendo che la scelta migliore sarebbe stata quella di cancellare la gara.
“Oggi è stato difficile scendere in pista, non per motivi sportivi, ma umani”, ha confessato Petrux. “Mi sento sporco a pensare che abbiamo corso sulla stessa pista dove ieri è morto un ragazzo di diciannove anni. Per me non è normale, ma non siamo nella posizione di fermarci. Se fosse successo ad un pilota di MotoGP, che cosa avrebbero fatto? È così diverso perché era ‘solo’ un pilota di Moto3? Non credo proprio”.
Il ternano della Ktm non ha gradito il fatto che i corridori non siano stati nemmeno chiamati in causa nella decisione: “In passato, in situazioni simili, almeno c’era stato un incontro tra i piloti, ma ieri non si è svolto neanche quello. Non si è parlato di un ragazzo che se n’è andato, del fatto che fosse o meno il caso di continuare. Dopo l’incidente, nessuno ci ha detto nulla. È una vita, non è più o meno importante. La pitlane si è riaperta quando l’elicottero era decollato da appena tre minuti, come se non fosse successo nulla”.
Petrucci rivela che nel paddock si era già compreso fin dall’immediatezza del botto quanto fossero seri gli infortuni riportati da Dupasquier: “Naturalmente noi piloti ci eravamo già resi conto della gravità della situazione. Non volevamo dirlo, ma lo sapevamo… Nessuno ci ha chiesto che cosa volessimo fare. Da fuori non si vedono le persone, ma bisogna ricordare che dentro al casco ci sono ragazzi che pensano che se oggi è successo ad un loro amico o collega, domani potrebbe accadere a loro. Con un minuto di silenzio è passato tutto. Almeno hanno tolto lo champagne dal podio…”.
Sotto il profilo puramente agonistico, dunque, il nono posto conquistato oggi passa in secondo piano: “Mi do appena la sufficienza. È andata un po’ meglio, ma il divario dai migliori è ancora evidente su un tracciato come il Mugello, dove perdiamo molto sui rettilinei. Non sono particolarmente contento, il feeling non è ottimale”.
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