Aleix Espargarò ottiene un altro buon risultato con la RS-GP21. Ma la mente è rivolta alla morte del 19enne svizzero.
Settima piazza finale per Aleix Espargarò al Mugello, un altro buon risultato considerando che questo circuito non è mai stato favorevole alla Aprilia RS-GP e le sue condizioni precarie dell’avambraccio destro, che nel week-end lo ha costretto a ricorrere alle cure mediche. Il pilota di Granollers va a prendersi anche la settima posizione in classifica iridata. E’ un altro segno dei progressi che il progetto RS-GP, completamente rivoluzionato dalla scorsa stagione, sta compiendo dallo scorso inverno.
Aleix lascia il Mugello con grande soddisfazione. “Penso di essere stato molto forte in curva. Ho cercato di rimanere nel gruppo lottando per il podio. Ci sono riuscito in una certa misura, tranne che per gli ultimi due giri. Ma credo che oggi abbiamo perso una buona occasione per il podio”. Fortunatamente il braccio non ha dato troppi problemi in gara, al contrario dei giorni precedenti. “Ho sofferto molto nelle sessioni di allenamento, il liquido della ferita è stato rimosso due volte, il che comporta un alto rischio di infezione. Non so perché, ma la gara è andata meglio del previsto. Nessun liquido sembra essersi accumulato. Sono contento di questo perché torneremo in pista tra soli cinque giorni”.
Ma il week-end del Mugello è stato contrassegnato anche dalla morte del 19enne svizzero Jason Dupasquier, che ha lasciato un vuoto incolmabile fra tutti gli addetti ai lavori, con quel minuto di silenzio tenutosi poco prima dell’inizio della gara. E in tanti si sono chiesti se avesse senso continuare ad andare avanti… “Ad essere onesti, non ho una risposta a questo. Come possiamo mantenere un minuto di silenzio sulla griglia per un ragazzo che abbiamo perso quel fine settimana e andare in gara dieci minuti dopo… non lo so. Ero molto triste – ha concluso Aleix Espargarò -. So che questa è la vita, questo è il nostro sport. Non lo so… Proviamo a stare in un mondo parallelo con la nostra testa, per non pensare”.
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