Ben due schianti per Mick Schumacher nel weekend del Gran Premio di Montecarlo. E finisce nel mirino degli attacchi
Il padre Michael Schumacher, da queste parti, accumulò soddisfazioni, come tre pole position e cinque vittorie, ma anche tante delusioni. Al figlio Mick Schumacher, invece, il circuito di Montecarlo finora sta riservando solo batoste.
Giovedì, nel corso delle prove libere ha sbattuto la sua Haas sul lato destro a Massenet. Ieri, nel turno del mattino, ha demolito la parte sinistra contro il guard rail all’uscita della curva del Casinò. Un botto talmente grave da non consentire ai suoi meccanici di riparare la macchina in tempo per le qualifiche, che ha dunque dovuto saltare.
Un doppio errore che lo ha fatto finire di nuovo sul banco degli imputati, attirandogli le accuse del suo connazionale ed ex collega Nico Rosberg: “Un incidente va bene, ma due sono troppi”, ha affermato ai microfoni di Sky Germania. “Per quanto la sua stagione finora sia andata bene, questa è una battuta d’arresto. Gli altri debuttanti, qui, sono andati meglio”.
Non della stessa opinione sono però altri osservatori e addetti ai lavori della F1, che invece assolvono Schumino. A partire dallo zio Ralf Schumacher: “Abbiamo tutti commesso errori, dovremmo lasciarlo in pace. Nessuno di noi si è mai seduto su una macchina che va così piano come quella di Mick”.
Gli fa eco anche Jean Todt, oggi presidente della Fia, ma storico team principal del padre Michael alla Ferrari: “Lui è umile ed educato anche se, per ora, le sue ambizioni sono limitate da una vettura scarsamente competitiva”.
Anche un rivale come il boss della Mercedes, Toto Wolff, applaude il figlio d’arte: “Ho grande stima di Mick”, ha ammesso ai microfoni del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Ha una personalità molto positiva, è intelligente: i suoi genitori non hanno sbagliato nulla. Ora dovremmo dargli il tempo e la calma che gli serve per crescere. Ma, da quel che ho visto nelle prime gare, Mick avrà una lunga carriera in Formula 1“. E gli incidenti di Montecarlo saranno presto dimenticati.
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