Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, rifila una frecciata ai diretti rivali della Red Bull, dopo gli ultimi annunci pubblici
È tutta questione di stile, è il sottotesto che sembra emergere dalle parole del team principal della Ferrari, Mattia Binotto. C’è chi parla, fa proclami e suscita discussioni pubbliche nell’intero paddock della Formula 1. E poi c’è chi agisce nell’ombra, in maniera concreta ma senza troppe dichiarazioni.
Questa è la differenza tra il modus operandi della Rossa, da una parte, e quello della Red Bull dall’altra. Almeno, lo ribadiamo, stando a quanto si può intendere da una significativa risposta che l’ingegnere italo-svizzero ha dato a margine del Gran Premio di Montecarlo di questo weekend.
Al centro della sua risposta, uno dei casi che sta sollevando maggiori polemiche nelle ultime settimane, all’interno della comunità del Mondiale a quattro ruote. Ovvero, lo scippo di una decina abbondante di motoristi, che la squadra di Milton Keynes ha portato via alla diretta rivale Mercedes.
Per strutturare il reparto che costruirà in casa i suoi motori a partire dalla prossima stagione, insomma, i Bibitari hanno deciso di affidarsi al personale tecnico che si è rivelato più bravo in assoluto, realizzando il propulsore che ha letteralmente dominato gli ultimi anni dell’epoca turbo ibrida.
Di questa tematica si chiacchiera molto, anche perché le stesse Lattine non hanno mancato di vantarsi delle loro acquisizioni. Ma Binotto non sembra particolarmente colpito da questo fenomeno. Al contrario, rivela che anche il suo Cavallino rampante si è mosso nella stessa maniera nel corso delle ultime stagioni.
Ma con una notevole differenza: è rimasto in silenzio. “Negli ultimi tre anni sono stati assunti più trenta ingegneri provenienti da altri team”, ha dichiarato il boss Ferrari ai microfoni del Corriere della Sera. “La Red Bull, più che fare campagna acquisti, la sta annunciando. Noi lo facciamo senza farlo sapere”. Una frase che sa tanto di frecciatina rivolta agli avversari.
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