La Ferrari sinora sta volando a Monaco. Questo exploit però non è frutto di casualità. La Rossa sta solo mettendo le basi per il futuro.
Parliamoci chiaramente, siamo rimasti tutti incantati dalla performance delle due Ferrari a Monaco giovedì. Nessuno si aspettava di vedere le due Rosse così in avanti. Chi pensa che si tratti di semplice casualità è fuori strada, completamente. Quella parola in F1 non è contemplata.
La pista monegasca ha sempre fatto un discorso a parte e con gli anni questa differenza con gli altri circuiti si è ancor di più accentuata. Il punto debole della Rossa, come abbiamo già visto durante questo 2021 resta il motore. In una pista fatta tutta di accelerazioni e brusche frenate il propulsore non diventa poi così centrale.
In compenso la Ferrari nell’ultimo anno ha lavorato tantissimo sul fondo e il retrotreno che sono quelle parti che dovrebbe “trascinarsi” anche sulla vettura del 2022, che dovrebbe rappresentare, causa regolamenti, un cambio epocale. Insomma i risultati che vediamo in pista sono la traduzione del lavoro fatto a Maranello in questi mesi.
La vettura sembra avere una buona base, ma bisognerà lavorare tanto per colmare il gap di motore che ancora persiste con le Red Bull e le Mercedes. Non sarà semplice, ma il giovedì di Monaco è stata una sorta di conferma per gli ingegneri Ferrari, che stanno lavorando nella direzione giusta.
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Come già affermato da Binotto a questo punto non si può più sbagliare. Questa stagione servirà per spingere al limite tutte quelle parti che potranno poi essere riutilizzate nelle vetture dei prossimi anni. Chi indovina il progetto del 2022 infatti potrebbe poi ritrovarsi a dominare i prossimi 10 anni di F1, come è avvenuto in passato a Mercedes, Red Bull e alla stessa Ferrari.
Antonio Russo
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