Le ali flessibili della Red Bull continuano a far agitare gli animi Mercedes e adesso il boss Wolff rimprovera la FIA per non aver ancora agito.
La Mercedes ha paura. Ebbene sì. La rimonta della Red Bull grazie anche all’apporto indispensabile della Honda deve aver per forza di cose incrinato almeno un frammento delle sue certezze, se dopo l’appunto sibillino sollevato da Hamilton a Barcellona quando si trovava in scia di Verstappen, ha continuato a battere sul chiodo dell’illegalità delle cosiddette ali flessibili montate dalla RB16B.
Va detto che in questa nuova battaglia tecnica, che con ogni probabilità di trascinerà nl tempo, l’equipe gestita da Wolff non si è trovata sola. Al contrario, è stata spalleggiata dalla McLaren che ora chiede alla Federazione Internazionale di intervenire all’istante per bandire l’escamotage.
Al momento la FIA ha indicato nel round di Le Castellet del 20 giugno, l’evento x per l’entrata in vigore dei nuovi e più severi sistemi di verifica, ma, secondo quanto sostenuto dalle scuderie di Brackley e Woking, questa data sarebbe tardiva. Il motivo? Il circuito di Baku, che vedrà protagonista la F1 il 6 del mese prossimo, sarebbe l’ideale per il sistema adottato dagli austriaci e dunque gli porterebbe un ingiusto vantaggio.
“Non si possa chiedere di riprogettare e realizzare una componente in una settimana, ma abbiamo visto in passato che quindici giorni sono sufficienti”, ha affermato il manager viennese biasimando i federali per aver snobbato le loro lamentele. “Se non ci saranno provvedimenti per l’Azerbaijan, allora anche noi ammorbidiremo il profilo”, ha aggiunto piccato boss Toto, sottolineando come, al contrario del team rivale la Mercedes abbia voluto sempre rimanere rispettosa dell’ articolo 3.8 del regolamento.
Decisamente più indulgente nell’approccio alla questione la Ferrari che, tramite Mattia Binotto ha fatto sapere che come squadra si rimetterà alla decisione dei federali nei tempi previsti e senza forzature.
Chiara Rainis
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