Valentino Rossi racconta come ha affrontato psicologicamente il periodo più duro della sua carriera e come ne è venuto fuori
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Come in tutti i proverbi e in tutti i detti popolari, anche in questo c’è un fondo di verità. Gli uomini di sport lo sanno bene: il vero campione lo si vede non quando tutto gira per il verso giusto, ma nel momento in cui la situazione inizia a mettersi in salita. È lì che il fuoriclasse è chiamato a fare realmente la differenza.
Valentino Rossi si è trovato in una crisi di questo genere nei primi quattro Gran Premi di questa stagione 2021, in cui è andato male, non è riuscito a fare risultato e non ha trovato nemmeno un assetto che gli permettesse di spingere con la sua Yamaha satellite del team Petronas. Non è stato un periodo semplice, come lo stesso Dottore racconta: “È difficile mantenere la motivazione quando vai così male. Diventi pessimista e non riesci a intravedere la luce in fondo al tunnel”, ha dichiarato durante il weekend di gara a Le Mans.
Ma lui non si è perso d’animo. Anzi, ha mantenuto la carica ed in effetti è riuscito a risalire la china nelle prove libere in Francia, dove è riuscito per la prima volta dell’anno a rientrare tra i primi dieci. Come ha fatto? Il suo segreto è la serenità psicologica, ma anche il ricorso a qualche bella memoria del passato glorioso.
“Io cerco di restare tranquillo e di ricordarmi i tempi in cui vincevo undici gare all’anno: quelle mi tengono compagnia!”, sorride il fenomeno di Tavullia. E poi c’è stato anche l’appoggio di chi gli vuole bene e di chi lavora con lui: “Gli amici e la squadra mi hanno aiutato molto, in particolare da parte della Petronas ho avvertito un grande sostegno”.
In uno sport competitivo come il motociclismo, momenti neri di questo genere possono capitare a chiunque: “Alla fine in MotoGP basta un attimo per ribaltare tutto. Basti pensare a Petrucci: l’anno scorso qui a Le Mans aveva vinto, oggi è arrivato ultimo”.
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