Grosjean si confida. A sei mesi dall’incidente sul circuito di Sakhir parla di come la sua vita è cambiata.
Dal 29 novembre 2020 per Romain Grosjean sono cambiate parecchie cose. In un certo senso il rogo del Bahrain da cui è fortunatamente scampato, gli ha permesso di aprirsi a nuovi orizzonti. In primis, quello relativo alle corse americane, in passato da lui guardate con paura e diffidenza. Ma non solo. Aver visto la morte in faccia gli ha consentito di rivalutare le priorità e ad apprezzare le piccole cose.
“Ogni mattina devo togliermi i guanti di silicone e mettermi la crema sulle mani, ma poi penso che sono vivo, che sono qui, che posso giocare con i miei figli, correre di nuovo e che ho mia moglie al mio fianco”, ha confidato al podcast della F1 Beyond The Grid. “Sono felice e ho capito quanto sia bella la vita nonostante i problemi”.
Dopo aver rivelato di essersi rivolto ad uno psicologo per superare lo shock e affrontare gli incubi notturni l’ex Haas ha definito ogni giorno dall’incidente come un bonus.
Il terrificante crash di Sakhir, oltre ad una nuova consapevolezza ha portato con sé pure una buona notizia. La Casa di Stoccarda, tramite il boss Toto Wolff ha offerto al ginevrino la chance di effettuare un test sulla W10 del 2019, così da chiudere il proprio percorso nel Circus con una nota positiva anziché con ricordo truce.
Già volato a Brackley per la prova sedile e per iniziare ad immergersi nell’atmosfera delle Frecce Nere il 35enne ha rischiato di vedere questa occasione annullarsi.
Come riportato in un precedente articolo, nelle ultime ore, il calendario del 2021 della classe regina è stato modificato e i giri demo che l’attuale driver IndyCar avrebbe dovuto coprire in occasione del weekend del GP di Francia, sono stati cancellati in quanto il 20 giugno, data in cui è stata spostata la gara, lui sarà impegnato con il team di Dale Coyne in America.
Poco male, comunque, perché l’equipe tedesca ha organizzato una sessione vera e propria il 29 giugno sempre a Le Castellet.
Chiara Rainis
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