Tito Rabat soddisfatto del trattamento riservatogli da Ducati e dal team Pramac. Ripensa al passato, ma non ha nessun rimpianto.
Tito Rabat sostituirà Jorge Martin anche nel week-end di Le Mans e forse sarà l’ultima occasione per riassaporare l’ebbrezza della MotoGP. Dopo aver detto addio alla classe regina al termine del 2020, si è ritrovato catapultato in questo mondo per sostituire l’infortunato pilota del team Pramac Racing. Ironia della sorte ha avuto subito a disposizione una Ducati factory, evento mai avvenuto nel suo passato in Top Class. E le differenze si avvertono subito.
Nonostante la “retrocessione” in Superbike si è detto entusiasta del trattamento riservatogli dagli uomini Ducati. “Ducati mi permette di guidare la moto a mio piacimento. A Jerez sono arrivato senza preseason e mi hanno aiutato al massimo. Nelle qualifiche non sapevo usare bene le gomme, ma penso che avrei potuto classificarmi molto meglio. In gara mi hanno aiutato. Lunedì nel test ho provato cose per loro e mi sono sentito soddisfatto facendo le cose con calma e dando buone informazioni. Mi sentivo bene perché mi ascoltavano seriamente e sembravano dare buone indicazioni. Il test è stato fantastico, non ho potuto provare la gomma morbida perché ci siamo concentrati su altre cose”.
In passato non ha mai avuto materiale all’avanguardia per poter dimostrare tutto il suo potenziale, ma non ha nulla da rimpiangere e guarda agli anni precedenti come a un importante insegnamento per il futuro. “Sai già qual è la differenza tra Avintia e Pramac. Questa è una moto satellite e l’altra è una moto privata al 100%. In Avintia avevamo un tecnico Ducati e qui hai un paio di elettronici in più, è una squadra più vicina alla squadra ufficiale, con moto e attrezzature di qualità superiore. E’ semplicemente che in una squadra hanno delle possibilità e nell’altra altre – conclude Tito Rabat -. Non c’è bisogno di rimpiangere il passato, forse non sono stato troppo intelligente, ed è ora di imparare e non dimenticare… Devi essere onesto con te stesso, senza pensare troppo al passato e sempre con gioia”.
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