Un’autentica leggenda del motociclismo spiega perché Valentino Rossi oggi è in crisi. E la velocità del Dottore non c’entra
Valentino Rossi non ha perso un briciolo del suo talento, della sua classe e della sua velocità. Ad affermarlo è una leggenda del motociclismo: Carl Fogarty, quattro volte campione del mondo in Superbike con la Ducati.
Il pilota britannico ha le idee chiare sulla crisi che ha coinvolto il Dottore in questo inizio di stagione 2021, dopo il passaggio al team satellite Petronas. Non è lui ad essere peggiorato, semmai è la MotoGP che ha perso la sua autenticità. Oggi a comandare è la tecnologia, la moto, e l’essere umano, il pilota, è meno in grado di fare la differenza. “Dispiace vederlo così indietro”, ha dichiarato Fogarty ai microfoni del sito Mowmag. “Sono sicuro che se si togliesse tutta l’elettronica, sarebbe ancora in testa! Ma non lo faranno mai”.
Da fuoriclasse a fuoriclasse, Carl si produce in una difesa appassionata del fenomeno di Tavullia: “Rossi ha vinto così tanto che non ha niente da dimostrare”, afferma. “È difficile divertirsi con questi risultati. Mi dispiace perché Valentino non ha bisogno di questo. È il nome più grande del nostro sport: Rossi è sempre stato associato ai titoli e alle vittorie”.
Peccato che oggi, in questa MotoGP che comincia ad assomigliare in modo sempre più preoccupante alla F1, Valentino Rossi non sia più nelle condizioni di mettere in mostra tutte le sue doti straordinarie. “L’elettronica è talmente avanzata che non si vede più un pilota perdere il posteriore”, prosegue Fogarty. “A volte guardo le gare e mi domando: ma chi è veramente il miglior pilota? Come in Formula 1, è la miglior moto, il miglior team, la migliore strategia a vincere, non il pilota che guida sopra i problemi. Ai miei tempi, il polso era la centralina elettronica!”.
Oggi, invece, le cose sono molto cambiate: “La cosa che mi stupisce di più delle gare è vedere quindici piloti racchiusi in cinque secondi. I commentatori acclamano allo spettacolo, ma è questo lo show che vogliono i fans? Per me si tratta piuttosto di livellamento. Il livello della tecnologia e dell’elettronica è talmente alto che è difficile capire quale sia il reale valore del pilota”. Compreso quello di Valentino Rossi.
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