Polemiche in Portogallo. La McLaren avrebbe ordinato a Norris di creare un impedimento a Verstappen così da non fargli superare il Q2.
L’alta tensione è sempre a portata di mano in F1 e anche al termine di una sessione di qualifica apparentemente tranquilla come quella di sabato pomeriggio a Portimao non è mancata. Protagonisti del botta e risposta al vetriolo il solito talent scout della Red Bull Marko e il boss McLaren Seidl.
Secondo il 78enne austriaco, nel corso del Q2, il muretto di Woking avrebbe inviato Lando Norris a rallentare Verstappen che arrivava lanciato alle sue spalle. Questo, ovviamente, con l’obiettivo di non fargli migliorare il riscontro cronometrico e di impedirgli il passaggio all’ultima e decisiva fase.
Il manager di Graz avrebbe poi motivato questa scelta poco sportiva da parte degli inglesi, con una manovra imboccata dalla Mercedes.
Poco propenso a dare retta alle insinuazioni Andreas Seidl ha voluto sottolineare come la McLaren non sia lo zerbino di nessuno.
“Il nostro unico obiettivo è terminare in posizione più avanza possibile con entrambe le auto”, le parole del dirigente tedesco. “Come è normale che sia, nelle qualifiche non si ha voglia di aiutare nessuno magari agevolandolo con la scia”.
A proposito del presunto messaggio, l’ex Porsche ha spiegato di aver soltanto suggerito al #4 di farsi da parte.
Il 21enne, dal canto suo, ha provato a difendersi sostenendo di non essersi accorto di nulla. “Quando l’ho lasciato passare ero completamente sulla destra, in seconda marcia e lentissimo. Ho fatto il massimo per non essere d’intralcio”, ha affermato. “Sicuramente non l’ho bloccato perché non gli ero neppure vicino”.
Domenica il #33 scatterà dalla piazzola 3, mentre il talento britannico partirà poco più indietro, dalla 7. Vedremo se l’episodio che ha infuocato gli animi dei due box porterà ad uno scontro allo start.
Chiara Rainis
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