Vettel ha fatto male ad andare in Aston Martin anziché ritirarsi? Il team inglese continua a favorire il figlio del boss.
Anche la prima giornata d’azione sul circuito di Portimao Sebastian Vettel l’ha conclusa fuori dalla top 10. Quindicesimo e con un gap di 1″2, il driver di Heppenheim è diventato un caso da studiare. Com’è possibile che qualcuno capace di vincere quattro mondiali consecutivi si sia perso in questa maniera?
Ebbene le risposte potrebbero essere due: la prima riguarda il tracollo psicologico accusato alla nomina di Charles Leclerc quale pilota da affiancargli al posto di Raikkonen. Decisione da lui vissuta come un tradimento da parte della Ferrari. La seconda motivazione è invece più tecnica ed è relativa alla mancanza di feeling con le più recenti monoposto. Un senso di estraneità acuito dal doppio gioco dell’Aston Martin che, da un lato lo ha corteggiato e convinto ad accettare l’offerta per godere delle sue competenze e della sua esperienza e dall’altro lo ha abbandonato favorendo, come prevedibile il figlio del patron.
A questo proposito si è espresso lo stesso #5 che dal paddock portoghese ha rivelato l’adozione di specifiche differenti tra le due auto. “Spero che con le novità Stroll riesca a fare progressi”, ha affermato a Sky Deutschland.
Convinto che in effetti la strada intrapresa dal team inglese sia quella di una sfacciata preferenza nei confronti di Lance, pure Ralf Schumacher il quale ha ricordato come nel 2020 Sergio Perez venisse costantemente penalizzato e privato degli aggiornamenti perché il “cocco bello” primeggiasse. “Lui e Checo avevano due macchine totalmente diverse”, ha dichiarato il fratello di Michael, cercando di trovare una spiegazione al fatto nella mancanza di liquidità che costringe a privilegiare uno piuttosto che l’altro (chissà come mai è sempre il canadese ad ottenere i benefici) in termini di evoluzioni.
“Al momento il 22enne sta guidando meglio e ottenendo risultati. E’ chiaro che il peggiore debba accodarsi”, ha chiosato Schumi.
Chiara Rainis
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