Brutte notizie per la Williams. Secondo l’ex direttore tecnico Lowe il team non potrà essere salvato dai fondi della Dorliton Capital.
La Williams potrebbe essere veramente nei guai. Nel 2020 venduta ad un fondo americano per non soccombere, la scuderia che porta ancora il nome del suo fondatore, rischia di scomparire ugualmente a causa della spirale negativa in cui è infilata.
A sostenerlo è Paddy Lowe, nome altisonante del muretto Mercedes, fino al passaggio a Grove al termine della stagione 2016 con tanto di acquisizione di quote azionarie. Ma purtroppo, il suo apporto, che doveva rivelarsi cruciale non sortì alcun effetto. Anzi, al contrario, da allora l’equipe britannica ha cominciato una discesa rovinosa che l’ha portata addirittura a non avere una vettura pronta per l’avvio dei test invernali del Montmelo del 2019. Qualcosa di atipico in una F1 super organizzata e con meno concorrenti rispetto al passato di oggi.
“Mentre lavoravo con loro vedevo quella spirale inghiottire tutto ed è stato abbastanza angosciante”, ha affermato al podcast Beyond the Grid del il 59enne, convinto che l’intervento della Dorliton potrebbe rivelarsi insufficiente.
A suo avviso, seppur si sia trattata di una decisione dolorosa da prendere, la cessione non poteva essere evitata.
“In questo modo Claire ed i suoi fratelli potranno avere un riconoscimento economico per tutto quello che la loro famiglia ha compiuto nel corso degli anni, inoltre mi fa piacere che sia stato mantenuto anche il nome”, il commento dell’ingegnere, abbastanza sicuro che per rivedere la scuderia lottare in centro gruppo ed entrare regolarmente in zona punti ci vorrà ancora molto tempo.
A proposito del suo periodo nel team, Lowe ha rivelato di aver sofferto molto in quanto ogni sforzo del personale veniva vanificato da prestazioni al di sotto delle attese. “Potendo godere del motore Mercedes, che era il migliore in griglia, si erano create false aspettative”, ha concluso spiegando come siano state una serie di scelte errate a condurre la Williams al precipizio.
Chiara Rainis
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