Hamilton dovrà rischiare come mai fatto prima se vorrà battere il rampante Verstappen. E Villeneuve avanza un paragone.
L’errore commesso al giro 31 del GP di Imola potrebbe essere una spia della pressione che sta subendo. A differenza delle più recenti stagioni Hamilton quest’anno ha trovato un avversario più che temibile non appartenendo alla sua squadra.
Se con il mite Bottas gli poteva bastare fare la voce grossa nel box per rivendicare il proprio status di prima guida Mercedes, con Verstappen dovrà dimostrare di essere il migliore in pista.
Se il round di Portimao dovesse confermare i valori in campo, ovvero che il 2021 sarà un duello tra Lewis e Max, allora potremmo tornare a rivivere emozioni che non si provavano da tempo.
A riconoscere una somiglianza tra le due situazioni è colui che ne uscì vincitore, ovvero Jacques Villeneuve.
Parlando a f1-insider.com il canadese ha sottolineato come il #44 non sia più abituato a vedersela con una avversario di un team differente dal suo e questo dettaglio lo sta già mettendo in difficoltà. L’evidenza si è avuta non solo nello svarione di metà corsa, ma pure allo start quando è entrato in contatto con a RB16B dell’olandese.
“Al Santerno è stato salvato dalla bandiera rossa sventolata per l’incidente del suo collega di marca, ma non sarà sempre così”, lo ha avvisato.
Per il figlio di Gilles Ham sarebbe esattamente come Schumacher quando negli anni ’90 si trovò a dover lottare con lui, emergente e affamato di successo. Una situazione che il 36enne, per adesso, non sembrerebbe in grado di reggere. A giocare a suo sfavore anche un Valtteri troppo discontinuo e lontano dalle prestazioni attese.
“Perez è senz’altro più di aiuto in Red Bull. Per il secondo GP consecutivo il finnico ha mostrato di essere teso. e le cose non miglioreranno. E’ troppo lento”, la sentenza del 50enne.
Chiara Rainis
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