In un articolo sul Corriere, l’autorevole giornalista Giorgio Terruzzi fa un’analisi schietta e lucida sul momento di Valentino Rossi
“Disorientato e deluso. Così è apparso Valentino al termine di una gara, la seconda del 2021, chiusa al sedicesimo posto”. Giorgio Terruzzi analizza con schiettezza e lucidità un momento che probabilmente è il più difficile nel corso dell’intera carriera di Valentino Rossi.
Lo dimostrano i risultati ottenuti nel corso del Gran Premio di Doha di MotoGP, ampiamente deficitari rispetto a quelli dei suoi compagni di marca. “Mentre Fabio Quartararo, il pilota che l’ha sostituito sulla Yamaha ufficiale, vinceva la corsa, una settimana dopo il successo di Maverick Vinales, ex compagno di Rossi, stesso team”, scrive Terruzzi sul Corriere della Sera. “Abbastanza per far scattare un ritornello già inflazionato che accosta gli anni di Vale, 42, alla residua capacità di reggere il confronto con una banda di ragazzi assatanati, molto dotati, in lotta dentro pochi decimi”.
Non è solo una questione di età, però: c’entra anche lo stile di guida del Dottore, che va adattato soprattutto nell’approccio e nella percorrenza di curva. “È probabile che Valentino debba modificare ulteriormente il suo modo di guidare, cercando un rendimento più efficace, scopo: migliore resa sulla distanza degli pneumatici”, prosegue il giornalista.
L’aspetto più preoccupante è però il clima interno al box della Yamaha ufficiale, che pare addirittura sollevata dal passaggio del fenomeno di Tavullia alla squadra satellite Petronas: “Di certo sembra che all’interno della Yamaha si sentano tutti liberati della presenza di Rossi, una figura ingombrante e mal sopportata sia da colleghi desiderosi di occupare spazi più ampi sulla ribalta del Motomondiale, sia da chi, al vertice di un team, punta su un cambio generazionale”.
Il periodo è dunque critico, anche per definire le scelte sul futuro di Vale, ma bisognerà aspettare ancora per trarre delle conclusioni definitive. “Pare un po’ presto per i bilanci”, mette in chiaro Terruzzi, “seppure dentro un clima di massimo allarme perché la prima metà di questa stagione, come ha annunciato lo stesso Valentino, dovrebbe risultare fondamentale per decidere se continuare a correre o meno”.
E il dilemma sulla possibilità di appendere il casco al chiodo resta al centro della questione: “Consapevoli, tutti, che il suo divertimento protratto coincide con un desiderio gioioso collettivo e permanente, ma che ogni godimento ha un termine, una data di scadenza”.
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