Grande entusiasmo in Australia per le ultime modifiche al tracciato che a novembre ospiterà la F1. Intanto il Covid fa ancora paura.
Quando il Circus sbarcherà a Melbourne il prossimo 19 novembre si troverà davanti ad un tracciato molto diverso da quello a cui era abituato e che solitamente apriva la stagione iridata.
Per tentare di animare le gare spesso ridotte a processioni l’Albert Park ha deciso di rifarsi il look rivedendo le curve 6 e 7, rimuovendo la chicane e sostituendo la 9 e la 10 con una successione destra-sinistra più veloce. Verrà inoltre aggiunta una zona DRS, ovviamente per agevolare i sorpassi.
“I tempi sul giro saranno ridotti di ben cinque secondi. Dopo 25 anni c’era bisogno di cambiare”, ha dichiarato Andrew Westacott, responsabile dell’Australian Grand Prix Corporation.
Gli aggiornamenti, apportati su consiglio dei piloti, sono stati adottati non solo nell’ottica del presente, ma anche e soprattutto tendendo conto di come si evolveranno le monoposto nel 2022.
Come noto l’impianto australiano è semi-permanente, di conseguenza le modifiche “miglioreranno anche le strade e le strutture circostanti che la comunità utilizzerà negli anni a venire”, ha sottolineato il manager.
Ottimista sulla bontà delle novità inserite il driver di casa Daniel Ricciardo. “La priorità per la pista era allargare alcuni punti, creando più rettilinei così da consentire un’opportunità per le scie. Ogni circuito cittadino è probante e in più questo è piuttosto veloce. Ci sono molte curve da quarta e quinta marcia, con tratti stretti. Rivedendo i diversi apici e creando più spazio, si potrà addirittura adottare una linea di uscita diversa, il che sarà davvero un aiuto per chi insegue”. ha analizzato il 31enne della McLaren.
Mentre agli Antipodi si lavorare per un futuro relativamente vicino, in Canada resta diversi punti interrogativi. L’allarme pandemia non si è ancora spento e il rischio che l’appuntamento previsto per il prossimo 13 giugno possa saltare è elevato, a beneficio, con ogni probabilità della Turchia.
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