Alex Rins ha dimenticato di attivare il sistema holeshot (solo anteriore) nella prima gara stagionale. Nel prossimo week-end proverà a puntare al podio.
Alex Rins ha inaugurato il nuovo campionato MotoGP con un sesto posto, ma resta ancora del potenziale da sfruttare in vista del prossimo week-end e delle gare successive. Alcune novità restano da metabolizzare per lo spagnolo della Suzuki che, in griglia di partenza, ha dimenticato di attivare il sistema holeshot. “Ho dimenticato di mettere il launch control, ed è stato molto difficile gestire tutta la potenza della moto”, ha detto Rins, che ha iniziato la gara dalla nona posizione.
Nella prima parte di gara ha perso posizioni, ma è riuscito a recuperare giro dopo giro, forte di una GSX-RR che vanta il miglior feeling con le gomme Michelin. “Almeno la partenza non è stata così male, ma di solito riesco a recuperare 2 o 3 posizioni. Questa volta è stato così difficile e ho spinto molto per recuperare il tempo perso rispetto ai primi”. A metà gara ha persino raggiunto il quarto posto, prima di doversi arrendersi alla mancanza di grip. “6 giri prima che Joan mi sorpassasse [al 18 ° giro], stavo lottando con la gomma posteriore. Di sicuro, ho spinto così tanto a metà gara per recuperare tempo, ma poi quando ho recuperato i miei avversari ho iniziato a perdere tempo”.
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Per il secondo appuntamento di Losail proverà a migliorare alcuni dettagli, a cominciare dal launch control. “E poi vediamo come iniziamo”, ha aggiunto Alex Rins. “Avevamo il ritmo, ho visto Vinales che cercava di sorpassare Pecco, e stavo dicendo: ‘Pecco, dai, aspetta altri due giri!’ Perché sapevo che se Maverick lo avesse superato, sarebbe andato”. Ad eccezione della partenza lo spagnolo della Suzuki cambierebbe poco e nulla in termini di strategia. Ma occorre fare i conti con il lungo rettilineo di Losail e la potenza delle Desmosedici. Ne sa qualcosa il suo compagno di box Joan Mir, beffato all’ultima curva da ben due Ducati. “Bisogna fare sorpassi intelligenti. Ad esempio, se ho la possibilità di sorpassare una Ducati all’ultima curva, rimango invece indietro, perché altrimenti sul rettilineo, la Ducati mi passerà di nuovo, no?”.
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