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Formula 1

Gasly ricorda l’amico Hubert. La lettera è strappalacrime

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Chiara Rainis

Gasly come non te l’aspetti. Sul sito della F1 ha voluto pubblicare una lunghissima e commovente lettera dedicata ad Hubert.

Pierre Gasly (©Getty Images)

Era il 31 agosto 2019 quando in un lampo, la vita di Anthoine Hubert si è spezzata. Sabato. Gara 1 di F2. Spa. Sta per iniziare il secondo giro. Nel prendere la mitica sequenza Eau Rouge – Raidillon Giuliano Alesi commette un errore. Per schivarlo il francese della Arden va fuori battendo violentemente contro le barriere. La sua auto torna in pista e viene centrata da quella di Juan-Manuel Correa che sopraggiungeva lanciato. Fine dei giochi per lui, mentre per il driver del Sauber Junior Team, il tentativo di recupero, andato a buon fine, durerà mesi e sarà piuttosto travagliato.

Forse perché non era arrivato anche all’apice, all’agognata F1, l’incidente dell’allora 22enne, con il trascorrere del tempo, passerà in secondo piano. Non però per Pierre Gasly, un collega, ma soprattutto un amico fraterno.

Il ricordo per un compagno di avventure che non c’è più

Sarà per questo che, pur non trovandoci in corrispondenza di un qualsivoglia anniversario, il pilota dell’Alpha Tauri ha voluto dedicargli una lunghissima lettera pubblicata sul sito ufficiale della F1 e di cui vi proponiamo qualche stralcio.

“Quando ho iniziato il karting nel 2005, lui era IL ragazzo. Aveva solo otto anni, ma possedeva già quello che ogni pilota nel karting vuole: la velocità”, si legge. “Nel 2009 la federazione francese ha avviato un programma scolastico a Le Mans. Si trattava di lasciare casa per inseguire un sogno nelle corse. Anthoine era super intelligente e passava molto tempo a studiare, il che lo teneva lontano dai guai.  Quando dicevamo che saremmo arrivati nel Circus, tutti alzavano gli occhi al cielo. Nessuno ci credeva”.

Quindi quel giorno maledetto. Il giorno in cui il sogno del  simpatico ragazzo con gli occhiali si è interrotto. Su un tracciato, quello belga, che è da sempre tra i più amati dai corridori proprio per le sue insidie, per il senso di pericolo che traspira.

“Pensavo fosse in coma o qualcosa del genere. Ma la morte? La morte? Non ho mai creduto che fosse possibile. Ero completamente a pezzi. Ho pianto fino a non aver più lacrime. Mai avevo provato una sensazione peggiore di quella”, prosegue la missiva.

“Un mese prima, proprio prima che la F1 si fermasse per la pausa estiva, eravamo a Budapest per il Gran Premio d’Ungheria. Domenica siamo usciti a cena e abbiamo trascorso una bella serata in città. Abbiamo passato la notte a parlare. Era solo una serata normale. Come se pensassimo di averne migliaia. Adesso darei qualsiasi cosa per qualche altra ora”, ha poi concluso il suo commovente pensiero.

Anthoine Hubert (©Getty Images)

Chiara Rainis

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