Il Covid-19 ha costretto a passare giorni d’inferno in ospedale il pilota Marques, che ha contratto la malattia in forma grave
La terribile pandemia del Covid-19, che ha colpito duro in tutto il globo provocando ad oggi oltre due milioni e mezzo di morti in totale, ha provocato drammatiche tragedie anche nel mondo dei motori. L’ultima, in ordine di tempo, la scomparsa dell’amato ex pilota del Motomondiale e team manager italiano Fausto Gresini.
Fortunatamente ci sono anche storie a lieto fine, come quella raccontata da un ex corridore che è guarito dal coronavirus, ma solo dopo essersela veramente vista brutta. È il caso di Tarso Marques, ex portacolori della Minardi in Formula 1 per tre stagioni e ventiquattro Gran Premi in totale, che ha raccontato di essersi sentito addirittura ad un passo dalla morte.
Oggi 45enne, l’automobilista brasiliano, che dopo aver corso anche in IndyCar Series e nelle Stock Car della sua nazione poi si è trasformato in imprenditore con la sua azienda di personalizzazione di veicoli, ha contratto il virus in una forma davvero grave. L’85% dei suoi polmoni era ormai compromesso, quando i medici lo hanno dovuto ricoverare d’urgenza in ospedale, in terapia intensiva.
“Pensavo di stare bene”, ha raccontato Marques ai microfoni della rivista Caras. “Ero sempre molto sano, tenevo una giusta alimentazione, facevo attività fisica. Pensavo che non mi sarebbe successo niente, semmai mi preoccupavo per i miei genitori. Ma due ore dopo la diagnosi già mi mancava il fiato. Dopo un’altra ora non potevo più respirare. Anche ora che vi concedo quest’intervista, ho solo il 30% della mia capacità polmonare”.
La vicenda narrata da Tarso è realmente spaventosa: “I primi tre-quattro giorni in ospedale sono stati terrorizzanti. Ti trovi lì, praticamente morto, distrutto. Mi davano tantissime medicine: ogni tre ore una flebo di corticosteroidi. Ho passato nove giorni senza dormire, usavo l’ossigeno al limite. E arrivava un sintomo dietro l’altro: mal di stomaco, un’allergia alle gambe dal nulla, sono ancora pieno di punti, ho singhiozzato per due giorni interi, ho un mal di testa infernale. Il virus attacca in ogni parte del corpo”.
Marques ha anche pensato al peggio: “Sembra che non si arrenda mai. Pensavo di morire, ho anche scritto il mio testamento. Sono rimasto in quelle condizioni per altri due giorni. E, quando ho iniziato a guarire, di notte temevo che quei miglioramenti fossero solo un falso allarme”. Nonostante tutto, però, i medici hanno previsto per lui una guarigione completa.
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