Grosjean ha terminato il suo primo test con una monoposto di IndyCar sul circuito di Barber. Per l’ex F1 grande entusiasmo.
La CNN gli ha dedicato addirittura un servizio tratteggiandolo come un supereroe capace di sfuggire ad un incidendo che in un’altra epoca dell’automobilismo certamente non gli avrebbe lasciato scampo. In linea con il basso profilo adottato sin da subito Romain Grosjean si è definito solamente “un papà che ha fatto quello che doveva pensando ai suoi figli”.
Comunque la si veda, il test effettuato dal ginevrino a Barber, Alabama, nella giornata di martedì è stata una vittoria per l’interno mondo delle quattro ruote. E il pensiero non può non andare a tutti quei piloti che anche nel recente passato non sono stati altrettanto fortunati. Da Senna e Ratzenberger, a Dan Wheldon, per poi passare a Jules Bianchi, Justin Wilson e Anthoine Hubert. Chissà, se avessero potuto godere di auto più sicure, magari avrebbero avuto un destino differente.
Ad appena tre mesi dall’incidente del Bahrain, il 33enne è tornato alla guida di una monoposto in preparazione alla primo round stagionale della IndyCar, in programma sul medesimo tracciato il prossimo 18 aprile.
“Mi è sembrato di essere a casa. Come auto è diversa rispetto ad una F1. Pure la posizione nell’abitacolo è differente. Ma è bellissima da guidare”, ha dichiarato alla stampa francese paragonando il passaggio a quello già vissuto dalla GP2 alla classe regina. “L’aderenza meccanica è ottima, devo solo imparare ad adattarmi alle regolazioni standard prima di apportare dei cambiamenti secondo il mio stile”.
Autore di un testacoda senza conseguenze, il #51 ha ammesso di aver faticato non potendo godere del servosterzo.
Ancora in fase di riabilitazione e recupero, l’ex Haas ha rivelato di non sentirsi fisicamente al top avendo una vescica sul palmo della mano sinistra che lo limita nella presa del volante.
Chiara Rainis
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