Il ristorante “Il Cavallino” si svuota. Il 6 febbraio prossimo si terrà un’asta che vedrà in vendita diversi memorabilia legati alla Ferrari.
Sta per terminare la lunga avventura, durata ben 36 anni, dello storico ristorante di Maranello “Il Cavallino” gestito fino al 2015 dal suo creatore Giuseppe Neri. Rifugio di molti uomini della fabbrica e non solo, era il locale preferito dallo stesso Enzo Ferrari che ci trascorreva i pranzi durante la settimana.
Essendo punto di riferimento di piloti e tecnici dell’area modenese, la salle à manger si era trasformata nel tempo in una sorta di museo della Scuderia con memorabilia di ogni genere. Dal motore V12 della 612 Scaglietti, al V8 della Maserati Granturismo S. Dal V12 tre litri della 412 T2, ai caschi di Michael Schumacher del 2005 e Fernando Alonso del 2010. Dalle gigantografie di Niki Lauda, Gilles Villeneuve e Schumi, a pezzi della Ferrari 641 di Alain Prost, piuttosto che al volante della 412T2 di Jean Alesi e Gerhard Berger del 1995, e alla monoscocca dell’austriaco.
Tutto questo bendidio finirà all’asta, quasi a sancire il momento nero attraversato dalla Ferrari almeno per quanto concerne i risultati in pista. La casa “Artcurial” organizzerà a Parigi un evento il prossimo 6 febbraio.
Tra gli oggetti all’incanto pure il cofano-motore della F2002 con la quale il Kaiser si aggiudicò il terzo titolo con i colori di Maranello e una scultura di un Cavallino rampante scolpita da Domenico Poloniato, nonché volanti, orologi e valigie.
Il motivo della chiusura della mitica struttura è legato ad un progetto ormai in programma da parecchio tempo. Alla morte del vecchio proprietario la gestione è passata in mano alle figlie e successivamente il locale è stato venduto al noto chef stellato Stefano Bottura, che da mesi ha avviato la ristrutturazione.
Chiara Rainis
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