Da molti definito un “predestinato”, nel 2020 Leclerc non è riuscito a confermare le prestazioni precedenti, commettendo anche degli errori.
Partito con i galloni di pilota di riferimento della Ferrari Charles Leclerc non è stato in grado di replicare la magia del 2019 quando, un po’ a sorpresa, erano arrivati gli splendidi successi di Spa e Monza. Complice una SF1000 decisamente poco competitiva, il monegasco ha raccolto appena due podi e collezionato un bottino di 98 contro i 33 del vicino di box Vettel, ma soprattutto a tratti ha indossato i panni del Verstappen vecchia maniera di turno, sprecando e peccando di ansia da prestazione.
“E’ stata una stagione stancante, ma guardando indietro sono abbastanza soddisfatto”, ha dichiarato al sito ufficiale della F1. Crescita personale e fame costante di affermazione sono stati i due elementi che hanno giocato a suo favore. “Ho corso dei rischi, ma alla fine hanno pagato e oggi, quando guardo alla classifica generale mi rendo conto che non avrei potuto fare molto di più”.
Solamente ottavo della generale come mai avrebbe potuto immaginarsi alla vigilia dei test invernali del Montmelo, il Principino ci ha comunque provato, cercando a volte di buttare il cuore oltre l’ostacolo, mentre in altre ha dimostrato ancora una certa immaturità. “In diverse gare ho guadagnato posizioni al primo giro, in altre, come a Sakhir o in avvio di mondiale in Austria, non ha funzionato, in ogni caso le partenze mi hanno aiutato”, ha riconosciuto il #16 che effettivamente i pochi buoni risultati raccolti, li ha ottenuti tutti grazie ad uno spunto notevole allo start.
Ciò che invece è mancata è stata la lucidità in alcune occasioni, come quando in Bahrain ha sprecato tutto entrando in collisione con la Red Bull di Mad Max .”Dovrò cercare di valutare meglio le battaglie”, ha detto, ricordando proprio lo scontro inutile con l’olandese. “Lui era più veloce, comunque ormai è passato”, ha chiosato promettendo di aver imparato la lezione.
Chiara Rainis
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