Carmelo Ezpeleta vuole premiare il circuito di Jerez per aver tolto le castagne dal fuoco in una stagione che rischiava di essere annullata.
Dorna ha dimostrato di saper adattare il calendario anche in situazioni di grave emergenza pandemica. Il tracciato di Jerez ha dato il via ad una stagione 2020 che sembrava sull’orlo dell’annullamento a causa dell’elevato numero di contagi che imperversava in Europa e nel mondo. Carmelo Ezpeleta ha scommesso sul circuito andaluso per iniziare il Mondiale con un doppio round.
Durante la sua partecipazione alla tavola rotonda ‘Jerez, la festa della moto’ organizzata online da ‘Diario AS’, il manager catalano ha confessato che “poter partire il 19 luglio a Jerez è stato essenziale, perché era casa nostra e avevamo a che fare con cose che non conoscevamo. Non ci avevamo mai provato. Per questo abbiamo pensato a quale posto migliore di Jerez, e con la Junta de Andalucía, per poter andare avanti con una questione così complicata”. Dorna ha traghettato in porto un anno a dir poco complesso, sia dal punto di vista storico-economico che sanitario. “È stato un anno molto difficile, ma molto gratificante per l’impegno che tutti hanno profuso, dalla Federazione Internazionale, ai team e agli organizzatori che ci hanno accolto. È stata una dimostrazione di quanto sia forte il Motomondiale”.
Per il futuro era previsto una rotazione tra i quattro circuiti spagnoli e quello di Portimao, con due tracciati che a turno sarebbe rimasti fuori annualmente. Non è da escludere che le circostanze possano costringere a fare dietrofront sulla rotazione. “Abbiamo deciso che i cinque circuiti della penisola iberica, i quattro spagnoli e quello di Portimao, faranno tre Gran Premi per cinque anni. Ma questo non significa che devono averne tre, perché possono averne quattro o anche cinque. Dipenderà da cosa succede. Ovviamente, e ne abbiamo discusso con la Junta de Andalucía, se nel 2022 iniziasse la rotazione – conclude Carmelo Ezpeleta -, Jerez avrebbe un gran premio quell’anno. Se il primo anno della rotazione fosse il 2023, Jerez avrà un GP quell’anno”. Un segno di riconoscenza per aver messo una prima pezza ad un 2020 molto difficile.
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