Andrea Dovizioso rischia di restare fuori dalla MotoGP dopo l’addio alla Ducati. Nel 2021 coltiverà la sua passione per l’off-road, poi chissà…
Andrea Dovizioso ha deciso di chiudere il lungo rapporto con Ducati dopo otto stagioni insieme, preferendo prendersi una pausa piuttosto che divenire collaudatore. Nutre ancora qualche speranza di ritorno, anche se all’età di 34 anni (35 il prossimo anno) sarà difficile ritrovare spazio dopo un anno di stop e la vicenda di Jorge Lorenzo è un chiaro esempio. L’unica speranza è che Marc Marquez dia forfait per il terzo intervento al braccio e sia convocato dalla Honda.
Nell’attesa di eventuali scenari Andrea Dovizioso si dedicherà all’off-road, la sua seconda grande passione. “Tutto è nato grazie a mio padre, grande appassionato di Motocross. Mi ha dato quell’amore tanto tempo fa, quando vivevamo in campagna, facendomi vincere una scommessa. Riguardava quella che doveva essere la mia prima moto da cross, ed è lì che è iniziato tutto. Poi le cose sono chiaramente cambiate”.
Ma il forlivese non si è mai allontanato dall’avventura fuoristrada, sfruttandola come allenamento e partecipando persino a qualche gara regionale. Come quella a Faenza che gli è costata un intervento a poche settimane dall’inizio del suo ultimo Mondiale. “Certe giornate con il motocross le vivo a metà tra l’allenamento e l’allontanamento da tutto: per noi queste attività sono l’unico vero modo per allenarsi, quindi bisogna sempre mantenere un po’ di forma per cercare sempre di migliorare. Essere alle prese con mezzi così speciali, a livello mentale, ti rigenera molto”. Inoltre le gare sullo sterrato hanno qualcosa che le piste del Mondiale non possono offrire. “Penso che nelle gare su asfalto, più e prima che in altri sport, tecnica e motociclette fanno una grande differenza. Se non hai certe cose, ti senti come se fossi in una gabbia perché non puoi inventare nulla. È chiaro che puoi sempre provare a fare la differenza – conclude Dovizioso come riporta Paddock-GP-com -, ma oltre una certa soglia non hai più margini di intervento”.
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