Come mai Bottas ha ottenuto il sedile Mercedes a fine 2016? Sono in molti a chiederselo. La risposta la dà Wehrlein.
Riavvolgiamo il nastro a cinque stagioni fa. Siamo ad Abu Dhabi. Ultima gara del campionato. Hamilton si sta giocando il titolo con il compagno di squadra Rosberg. A sorpresa, o forse neppure troppo, ad uscire vincitore da quella sfida fratricida è il tedesco. Tutto bene. Festa. Lacrime di gioia. Rientro a casa per la meritata vacanza. E’ il 2 dicembre. Venerdì. Sui media di tutto il mondo rimbalza la notizia, che Nico ha deciso di ritirarsi dalla F1. Così, a bruciapelo, quando nessuno se lo aspetta. Alla Mercedes non sanno cosa fare. Toto Wolff dopo essersi consultato con il fido Niki Lauda decide di chiamare Valtteri Bottas, pilota della Williams legato all’accademia junior del marchio tedesco. Lui si dice ben disposto a cambiare squadra pur consapevole di doversi adattare a ruolo di secondo di Lewis, e il contratto è firmato.
Per sommi capi la storia è andata più o meno così, ma, quasi fossimo in Sliding Doors, qualcun altro sarebbe potuto salire sulla metropolitana delle Frecce, se non l’avesse mancata per qualche secondo. Stiamo parlando di Pascal Wehrlein, allora in forza alla Manor e fresco di un campionato DTM dominato l’anno precedente.
“Ero uno dei principali candidati, ma alla fine il volante andò al finlandese perché io avevo alle spalle soltanto una campagna nel Circus. Mi dissero che non avevo abbastanza esperienza”, il racconto del tedesco al sito Speed Week di quei momenti concitati. “Venivo da una buona stagione in una scuderia con poche risorse tecniche e finanziarie, ma riuscì ugualmente ad andare a punti in Austria. Il bilancio finale fu ottimo, ma insufficiente per convincere la Casa di Stoccarda”, ha concluso rammaricato l’attuale driver di Formula E. Chissà se poi i vertici del team si sono pentiti di quella scelta fatta in gran fretta…
Chiara Rainis
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