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MotoGP, Jack Miller aveva paura della sua ombra

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Alessandro

L’ultima conferenza stampa stagionale di Jack Miller: la paura della sua ombra e l’addio dell’amico Cal Crutchlow.

Jack Miller (getty images)

Cal Crutchlow è uscito di scena e non lo vedremo più con la sua solita verve in conferenza stampa ad allietare i fan e i media presenti. Ma al suo posto troveremo l’amico australiano Jack Miller, autore di un ottimo secondo posto a Portimao dopo il quale si è divertito con i suoi interlocutori. “C’era un po’ di corruzione, perché colui che mi ha dato il trofeo sul podio indossava la maglia di Oliveira”, ha scherzato il pilota Ducati.

Dopo aver scatenato una risata, l’australiano aggiunge: “Sul serio, Miguel ha fatto una gara incredibile e quando sei a casa hai quella motivazione. Mi è capitato di aver perso l’intera stagione e poi sono arrivato a Phillip Island e ho guidato la gara. Penso che il GP di casa abbia molto peso. Conoscere il circuito aiuta, ma non è essenziale”. Jack Miller si è reso autore di una lunga sfida con Franco Morbidelli che ha superato all’ultimo giro soffiandogli il secondo gradino del podio. “Pensavo che sarebbe stato come a Valencia perché l’ho seguito per tutta la gara e lo so già a memoria com’è Franco da dietro”. E racconta: “Il sole mi ha giocato un brutto scherzo perché ho visto un’ombra accanto e ho passato 5 giri come un matto a chiudere le porte perché pensavo di avere qualcuno dietro di me. Ma era l’ombra della mia motocicletta”.

Adesso per Jack Miller inizia la nuova avventura nel team factory e dovrà puntare costantemente alle posizioni di vertice. “Non vedo l’ora di accettare questa sfida e non posso dire di più”. Infine concede una battuta sul ritiro di Cal Crutchlow: “Quello che mi mancherà di più sono le discussioni che abbiamo avuto di notte nel suo camper, dicevamo sciocchezze per ore. Quando Lucy era lì, tutto era più controllato, ma da quando se n’è andata, ci scateniamo di più… Scherzi a parte, ha avuto un’enorme influenza su di me. Da quando siamo diventati compagni di squadra è diventato un amico. La verità è che è un bravo ragazzo e voglio continuare ad avere contatti con lui in futuro”.

Andrea Dovizioso e Jack Miller (Getty Images)
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