Andrea Dovizioso esalta la semplicità della Suzuki GSX-RR che ha portato Joan Mir a conquistare il titolo mondiale 2020.
Andrea Dovizioso correrà la sua ultima stagione MotoGP con Ducati a Portimao, con risultati abbastanza distanti da quelli ottenuti negli ultimi anni. “Non è piacevole concludere così la mia avventura con la Ducati, ma alla fine in questa stagione, anche senza mostrare una buona velocità, sto ancora lottando per il secondo posto. Sarà difficile, ma almeno mi resta una buona mentalità fino alla fine”.
Senza Marc Marquez in molti lo davano per favorito nella corsa al titolo mondiale, insieme a Fabio Quartararo. E invece Joan Mir e Suzuki hanno stupito tutti, ribaltando ogni pronostico, forti di una GSX-RR senza troppe diavolerie tecniche, ma costante e affidabile su ogni tracciato. “È stato un anno particolare, ma non metto in relazione il suo trionfo con quanto accaduto quest’anno. Può avere una piccola influenza, ma non spiega questi risultati. Mir ha dimostrato il suo talento, lo ha già fatto in Moto3 e Moto2, era chiaro che aveva qualcos’altro – ha sottolineato Andrea Dovizioso -. Secondo me ha confermato il suo grande talento, e la Suzuki ha dimostrato di poter vincere un mondiale lavorando con certe basi tecniche che possono sembrare banali. Hanno lavorato bene, senza inventare niente in particolare, sono stati costanti e competitivi con Mir e Rins tutto l’anno. La Suzuki secondo me è la moto più semplice”.
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Una bordata indiretta allo sviluppo tecnico della Ducati che, invece, si è focalizzata troppo su aerodinamica, abbassatore di assetto in movimento e altre tecnologie che non hanno aiutato né in percorrenza di curva né nel feeling con la nuova gomma posteriore della Michelin. Interrogato sui punti di forza della Suzuki GSX-RR, Andrea Dovizioso non si sbilancia, ma confessa che il desiderio suo e di molti altri piloti sarebbe quello di provare il prototipo di Hamamatsu. “Qualcuno di noi vorrebbe provare la moto che vince il mondiale. È normale, tutti vogliono capire cosa gli ha permesso di vincere. Sono il primo ad ammettere che il fatto che vinca una moto non significa che sia molto buona. Sono sicuro che la Suzuki ha aspetti positivi e negativi. Solo provandola puoi dare un giudizio, dare un’opinione dall’esterno è un errore”.
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