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Categories: MotoGPMotomondiale

Vinales avvilito: “Un altro Mondiale buttato via per i nostri errori”

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Alessandro

Maverick Vinales ha superato il limite dei motori consentiti dal regolamento e domenica dovrà partire dalla pit lane: addio al titolo iridato?

Maverick Vinales nel box della Yamaha nelle prove libere del Gran Premio d’Europa di MotoGP 2020 a Valencia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Il rammarico è fortissimo, e c’è da capirlo. Maverick Vinales, che a tre gare dalla fine si trova a diciannove punti di distacco dalla vetta della classifica generale e sperava di giocarsi le sue chance nella corsa al titolo, ha subìto oggi una brutta batosta. In pratica, Top Gun ha dovuto utilizzare il sesto motore della sua stagione, superando così il limite previsto dal regolamento e dunque esponendosi all’inevitabile penalità: domenica, nel Gran Premio d’Europa a Valencia, dovrà partire dalla corsia dei box cinque secondi dopo i suoi avversari.

“Potete immaginare le nostre emozioni”, commenta sconfortato al termine del venerdì di prove libere, cercando di prenderla con filosofia. “Ogni anno buttiamo via l’opportunità di vincere il titolo per colpa degli errori. Perciò, di sicuro la mia sensazione è molto negativa. Ma a casa ho una situazione perfetta, una vita perfetta, non voglio più essere arrabbiato, voglio essere felice. Se non vincerò il Mondiale quest’anno avrò una chance l’anno prossimo, o quello dopo. Ho altre due stagioni di contratto con la Yamaha e possiamo fare qualcosa di grandioso”.

Vinales rimasto senza motori

La scelta è stata inevitabile. La sentenza di ieri, che ha dichiarato illegale la sostituzione delle valvole della sua squadra, gli ha tolto di mezzo ben due motori, quelli appunto incriminati. Un terzo si era rotto già a Jerez, mentre il quarto ha terminato la sua vita ad Aragon.

“Probabilmente a Jerez hanno compreso il difetto dopo aver chiuso il terzo motore”, spiega Vinales. “Quello è stato il problema principale, perché altrimenti avrei ancora quattro propulsori, quindi uno nuovo in più. Da Aragon sono arrivato alla fine dei miei motori: li stiamo gestendo al meglio possibile e, nel secondo GP, me ne era rimasto solo uno con molti chilometri, quindi ho potuto compiere solo pochissimi giri”.

Il Gran Premio d’Europa è tutto in salita

Insomma, rimanere con un solo propulsore a disposizione per gli ultimi tre weekend di gara non era possibile: da qui la necessità di sfruttarne uno nuovo, anche a costo di pagare pegno. A questo punto, però, il fine settimana di Maverick è già pesantemente compromesso, per giunta dopo che la prima giornata di libere non gli ha restituito indicazioni particolarmente positive: ha chiuso solo all’undicesimo posto assoluto.

“Ancora ieri stavamo discutendo se rischiare di usare il motore numero cinque, limitando i giri nelle prove libere e sperando che la moto non si fermasse in gara”, prosegue. “Ma per me era troppo pericoloso. Se fossi stato in testa alla classifica di venti punti avrei potuto farlo. Ma non abbiamo una buona messa a punto, la moto non va, e avrei pure dovuto affrontare la gara con un motore vecchio: non aveva senso. Dovevamo montarne uno nuovo. È vero che dovrò partire dai box e non potrò farci nulla. Le chance di titolo ora sono molto più difficili, ma può succedere di tutto”.

E c’è anche il rischio coronavirus

Come se tutto questo non bastasse, è arrivata anche la notizia della positività al coronavirus di uno dei suoi tecnici, che lo ha costretto a sottoporsi ad un ulteriore tampone. “L’ho fatto stamattina, quindi vedremo”, spiega. “Intanto cerco di usare le massime precauzioni, prima di tutto perché ho persone importanti a casa, e poi per non passare il Covid al mio team o agli altri piloti. Cos’altro può succedere in un weekend? Non lo so…”.

Leggi anche —> Yamaha, esplode la polemica sui motori. E Vinales becca un’altra penalità

Maverick Vinales in sella alla Yamaha nelle prove libere del Gran Premio d’Europa di MotoGP 2020 a Valencia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
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