Joan Mir non è contento della sentenza sui motori irregolari Yamaha nel primo gran premio MotoGP a Jerez. Il pilota Suzuki è contrariato.
Decimo tempo assoluto per Joan Mir nella classifica combinata FP1-FP2 MotoGP oggi a Valencia. Il leader del Mondiale è riuscito a chiudere in top 10, in attesa di vedere che condizioni ci saranno nella terza sessione di prove libere.
Il pilota della Suzuki sa che deve evitare errori in questa fase del campionato. Mancano tre gare alla fine e sono vietati passi falsi. Con Maverick Vinales costretto a partire dalla pit-lane per cambio motore, dovrà guardarsi soprattutto da Fabio Quartararo e Franco Morbidelli in questo weekend.
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Mir al termine della prima giornata di prove libere MotoGP si è così espresso sul lavoro svolto a Valencia: «Mi sento bene sulla moto. Ci sono margini di miglioramento. Ogni giro la pista era più asciutta – riporta Marca – ma ho commesso un errore e non ho migliorato il mio tempo. L’obiettivo era di essere nella top 10 nel caso piovesse domani e ce l’abbiamo fatta. Vedremo se domani potrò fare un altro piccolo passo, se sarà completamente asciutto. E daremo il massimo in qualifica».
Il pilota della Suzuki viene interpellato sulla sentenza riguardante il “caso motori” della Yamaha, i cui piloti non sono stati penalizzati per l’irregolarità di Jerez 1: «Non voglio entrare in questa polemica, non voglio davvero dire quello che penso. Se quest’anno vinceremo, voglio che sia così, non a causa di una penalità. Se mi chiedete se sono sorpreso della decisione, dirò di sì. Non me l’aspettavo. Forse mi aspettavo qualcosa di un po’ più duro. Hanno penalizzato il produttore, non i piloti, non so se questo abbia molto senso».
Il leader del campionato MotoGP 2020 fa intendere chiaramente che si attendeva una penalità anche per i piloti. Quando gli viene chiesto cosa farebbe se fosse della Yamaha, risponde così: «Se fossi uno di loro, starei zitto. Non direi nulla. Dopo la decisione, se fossi stato uno di quei piloti, mi sentirei sollevato».
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