Per risolvere la crisi Ferrari ci vorrebbe un tecnico vincente. Ecco come ha risposto l’ad Camilleri all’ipotetico ritorno di Costa.
Una cosa ormai è assodata chiunque va via dalla Rossa e si trasferisce in un altro team comincia a vincere. Dunque, alla luce di quello che è un dato di fatto perché mai qualcuno dei fuoriusciti dovrebbe tornare indietro? Parliamo in particolare di James Allison e Aldo Costa che, dopo anni complicati a Maranello, sono passati alla Mercedes e lì hanno trovato l’America dando un contributo fondamentale alla riuscita del progetto e alla trasformazione della scuderia tedesca in una corrazzata ammazza gare.
Consapevole della scarsa fattibilità dell’altisonante comeback, almeno per quanto riguarda l’italiano, oggi fuori dalla F1 e di conseguenza libero sul mercato, l’amministratore delegato della Ferrari Louis Camilleri ha giocato alla volpe e l’uva, dichiarando che la scuderia non necessita del suo intervento. “Senza nulla togliere al suo talento, penso che sia un’idea un po’ semplicistica e che non produrrebbe un passo avanti sufficiente a cambiare le cose”, ha affermato convinto a La Gazzetta dello Sport. “La copia non funziona mai come l’originale, soprattutto nel caso di oggetti così complessi come le monoposto. Abbiamo bisogno di coraggio, risolutezza e creatività per essere migliori dei nostri rivali e ho piena fiducia nel nostro personale”, ha rilanciato un po’ alla Montezemolo maniera ribadendo che nel box tutti sono consapevoli di cosa manchi per fare quel decisivo passo avanti. Ma se fino al Portogallo, lo scorso weekend, nel garage rosso erano in pieno stato confusionale? Ci chiediamo noi. Per finire, così da non farsi mancare nulla, il manager maltese ha esaltato l’operato del boss Mattia Binotto. “Ha dato unità alla squadra”, ha chiosato dimostrando di non aver seguito un rigo dei fatti degli ultimi mesi. Basterebbe andare ad interpellare Sebastian Vettel per avere una risposta più chiara. Ma forse per il dirigente FCA il clima che si respira in zona Modena è di amore e relax.
Chiara Rainis
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